Le perdite dovute ai furti di merce costano al Retail e alla GDO oltre 4 milioni di euro l’anno. Ma quali sono le merci più rubate nei negozi italiani? Ad aiutarci a scoprirlo è l’indagine sulla ‘Sicurezza nel Retail’, condotta da Crime&tech, spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore-Transcrime. L’analisi ci permette di identificare quali sono le merci più trafugate, le categorie più soggette ai furti, mettendo in evidenza articoli come abbigliamento, cosmetici, alcolici e tecnologia. Per contrastare il fenomeno, gli imprenditori rispondono adottando misure di sicurezza e protezione, scegliendo di tutelarsi anche sottoscrivendo una polizza assicurativa studiata appositamente per il settore.
I furti nel Retail e nella Grande Distribuzione Organizzata, un fenomeno in crescita
Fra le cause che più frequentemente generano perdite di fatturato nel settore del Retail e della GDO, Grande Distribuzione Organizzata, i furti esterni e interni occupano una posizione rilevante.
A stabilirlo sono i dati che emergono dal report sulla ‘Sicurezza nel Retail’ condotto da Crime&tech, spin-off di Università Cattolica del Sacro Cuore-Transcrime.
Se tra i furti esterni prevale il taccheggio, seguito dal furto con scasso e dal furto di necessità, fra quelli interni le modalità rilevate mettono in prima linea il furto della merce a opera di dipendenti.
L’indagine ha coinvolto un campione composto da appartenenti a 40 gruppi aziendali del settore Retail e GDO, chiamando a raccolta un totale di oltre 10.300 punti vendita. Un’attenta analisi dei dati esaminati ha permesso di qualificare la tipologia di merce rubata, e quantificarne il valore, che ammonta a un totale di oltre 4 milioni di euro. Il valore medio della merce rubata è pari a 40 euro, che varia significativamente in base ai diversi settori merceologici.
Il fenomeno dei furti di materiale nei negozi sembra essere un imprevisto ricorrente, che impatta direttamente sul patrimonio degli imprenditori. Oltre a dotarsi di un attento servizio di vigilanza, la soluzione più adeguata per tutelarsi dal fenomeno considera utile e necessaria la scelta di sottoscrivere una polizza dedicata, valutando fra le tante soluzioni quella di un’assicurazione negozio online, da personalizzare in base alle esigenze del singolo locale.
La classifica dei prodotti più rubati
Nella classifica dei prodotti più rubati, il report entra nel merito distinguendo fra le merci a più alto valore economico, e quelle più rubate per numero di pezzi. Analizzando da vicino il valore merceologico, e la tipologia di prodotti sottratti, scopriamo che a svettare in testa alla classifica ci sono abbigliamento, alcolici e cosmetici.
- I prodotti più rubati con il più alto valore economicoper settore merceologico vedono la presenza di capispalla e maglieria (Abbigliamento), alcolici, tonno e carne in scatola (Supermercati, ipermercati e Discount), calzature e occhiali (Calzature e accessori), smartphone, tablet e accessori di telefonia mobile (Elettronica di consumo) e dulcis in fundo accessori per le smart-home e utensili elettrici (Fai da te).
- I prodotti più rubati per numero di pezziper settore merceologico mettono in fila: i cosmetici e la maglieria (Abbigliamento), gli alcolici, i salumi e i formaggi (Supermercati, Ipermercati e Discount), le calzature e gli occhiali (Calzature e accessori), gli accessori per la telefonia mobile e le pile (Elettronica di consumo) per chiudere con spine, prese elettriche e colla (Fai da te).
Nel commettere i furti, il modus operandi più utilizzato dai taccheggiatori è rappresentato dalla tecnica del grab and run, ovvero prendi e scappa, seguito dalla rimozione delle etichette antitaccheggio.
Lombardia e Lazio sono le due realtà regionali contraddistinte dal maggior valore totale della merce rubata. Per singolo episodio i valori più elevati sono invece quelli di Trentino-Alto Adige, Calabria e Abruzzo.
Contrasto e prevenzione del fenomeno: misure di sicurezza adottate e rapporto con le Forze dell’Ordine
Le aziende adottano diverse soluzioni e strategie per contrastare e prevenire il fenomeno dei furti. Nei punti vendita viene dedicata maggior attenzione alla videosorveglianza, alle barriere antitaccheggio e alla formazione del personale. Per proteggere i prodotti gli imprenditori fanno un ampio uso di placche ed etichette antitaccheggio, e aumentano la presenza nei locali di scaffali chiusi e vetrine, si dotano inoltre di una copertura assicurativa per limitare i danni che impattano sul patrimonio.
Non sempre i furti di singoli articoli vengono denunciati alle Forze dell’Ordine. Si tratta di una scelta comune fra gli imprenditori, che decidono di non denunciare episodi di taccheggio a fronte dello scarso valore del furto, e del recupero della merce. Tra l’altro, in caso di frodi esterne, a pesare sul piatto della bilancia è soprattutto la scarsità delle prove.









