QUATTRO CASTELLA (Reggio Emilia) – Aumentano sul nostro territorio i cittadini interessati a riunirsi in comunità energetiche, per utilizzare e condividere l’energia prodotta dai pannelli solari. Tra Puianello e Albinea sta nascendo una forma particolare: la comunità energetica solidale.
“Intorno ai cambiamenti climatici, è un anno o due che ci troviamo per capire che cosa fare concretamente – le parole di Massimo Alfonsi del progetto ‘I Care’ – Abbiamo fatto diverse cose, in questo momento stiamo provando ad approfondire il discorso delle Cer”. Sensibilizzare sui cambiamenti climatici è uno degli obiettivi che ha spinto un gruppo di residenti di Quattro Castella e Albinea a riunirsi in una comunità energetica.
“I-Care”, raccontato al cinema Eden, sta muovendo i suoi primi passi e si basa sulla produzione e condivisione dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico comune. A oggi sono stati definiti i confini territoriali all’interno dei quali ci si può associare. I nuclei familiari al momento sono 26. I sindaci dell’unione Colline Matildiche definiscono l’iniziativa uno strumento di imprenditorialità sociale per affrontare la transizione energetica. “Un momento di incontro tra famiglie, singoli e piccole attività economiche. Non sono coinvolte solo le istituzioni o le grande imprese del settore energetico, ma capillarmente è coinvolto tutto il territorio”, ha detto il sindaco di Quattro Castella Alberto Olmi.
“Ci sono varie modalità per fare la Cer, quella che pensiamo essere più utile a noi è la comunità solidale che investe i proventi in progetti di solidarietà verso il territorio e verso l’ambiente”, ha invece detto Francesco Bini del progetto “I-Care”. L’intento è quello di distribuire alle famiglie in difficoltà economica gli incentivi che il Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, destina alle comunità energetiche. Se li distribuiamo tra tutti i soggetti della Cer, l’incentivo è ridicolo – ha aggiunto Alfonsi – Potremmo includere anche Casa Betania, che è una casa di carità di Albinea. Senza dividere i proventi, è possibile mettere in campo progetti che hanno un senso, altrimenti l’incentivo si va a disperdere”.
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