REGGIO EMILIA – E’ ripartito da Reggio il dialogo privato accreditato e sistema pubblico per rispondere sempre meglio al bisogno di salute degli italiani. Dopo le tensioni dell’ultimo anno, sul numero delle prestazioni affidate alle case di cure private, Aiop Emilia Romagna ha promosso un momento di confronto tra i vertici delle aziende e l’assessore regionale alla sanità Massimo Fabi con l’obiettivo di rilanciare il dialogo tra soggetti la cui collaborazione è fondamentale per mantenere gli standard qualitativi di efficienza ed efficacia del servizio sanitario nazionale.
Ha detto Fabrizio Franzini, Presidente provinciale Aiop e della Casa di Cura Villa Verde: “Vi sono vari contenziosi a cominciare dai ristori del Covid, sull’accordo fatto con la Calabria e che ha posto un tetto a noi per i “fuori regione” e non al pubblico. Si tratta solo di equilibrare l’armonia migliore tra le due componenti”.
Volontà di collaborare per innovare il sistema sanitario nazionale condivisa nel suo intervento dall’assessore Fabi che, dopo aver replicato alle critiche di opacità nel pubblico e confinamento del privato accreditato nella sanità dell’Emilia Romagna contenute nella relazione del professor Belardinelli, ha ribadito l’impegno della Regione per cercare un’intesa. Ribadendo altresì la richiesta al Governo di aumentare la spesa in sanità e di ritirare la proposta di legge delega di riforma.
Queste le parole dell’assessore Massimo Fabi: “Il tavolo sempre aperto è di costruzione dell’accordo integrativo Aiop – Regione, che parte dalla condivisione dei bisogni di salute e quali sono i livelli prestazionali in campo. Siamo in una dinamica innovativa che vedràò il privato accreditato insieme a noi a proporre quelle innovazioni che servono. La prima è un adeguato finanziamento del fondo sanitario nazionale”.
Un’apertura, quella di Fabi, raccolta con favore dai vertici di Aiop Emilia Romagna che adesso, però, si aspettano un cambio di passo nelle relazioni con l’ente di viale Aldo Moro.
Conclude Cesare Salvi, presidente di Aiop Emilia Romagna: “Parliamo sempre di società pubblica a gestione privata, abbiamo le stesse caratteristiche, gli stessi controlli, le stesse modalità di finanziamento in parte. La componente privata può dare di più di quello che sta dando oggi: si tratta di trovare la chiave di lettura corretta”.
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