MONTECCHIO (Reggio Emilia) – L’Ausl non parla di chiusura ma di “rimodulazione del servizio” e del fatto che alla base della decisione non ci sia la volontà di risparmiare bensì, a parità di un impegno economico, di migliorare la qualità del servizio. Ma i lavoratori dell’ospedale Franchini di Montecchio hanno iniziato la loro protesta, guidati dalla Cisl assieme ai sindacati di comparto dei medici e degli infermieri. La decisione che non piace è questa: che dal 3 febbraio la cucina interna dell’ospedale di Montecchio chiuda, con gli 11 cucinieri che andranno a lavorare alla mensa interna del Santa Maria Nuova di Reggio. Per i dipendenti, che sono 450, le alternative sono buoni giornalieri da 7 euro non cumulabili o la possibilità di prenotare, il giorno prima, un pasto che arriverebbe da Reggio, assieme ai vassoi per i degenti.
Sempre l’Ausl parla di pasti completi, confezionati secondo rigorosi criteri igienico-sanitari, di cui poter usufruire dal lunedì al venerdì in una fascia oraria che va dalle 12 alle 14.30. Ma i lavoratori sostengono che gli orari fissi siano antitetici al lavoro in ospedale e che quei vassoi molto spesso verrebbero pagati ma non consumati. La mensa interna invece, dicono, con i suoi orari flessibili, per loro è importante.
Al Franchini si è svolta una doppia assemblea ed è scattata la raccolta firme aperta online a tutti i cittadini, con un presidio di una ventina di lavoratori davanti all’ospedale tra sanitari, tecnici ospedalieri, infermieri e anche una delle cuoche. Il sindaco di Montecchio Fausto Torelli ha detto che porterà la questione nella prossima riunione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria.
Sulla questione è intervenuto il Pd di Montecchio con una nota inviata dal segretario Gianluca Fontana:
“L’Ospedale Ercole Franchini di Montecchio Emilia è all’interno di un sistema sanitario nazionale e regionale, questo dato è fondamentale per analizzare quello che sta succedendo, oggetto dell’attenzione di sindacati e altri partiti. La ristrutturazione del servizio, necessaria per evitare sprechi, non può e non deve essere peggiorativa nel servizio per i pazienti e per i lavoratori. La gestione della Sanità è regionale, ma gli stanziamenti economici sono decisi dal governo Meloni e non sono adeguati. Il Partito Democratico ha fatto presente questa cosa in tutte le sedi, nazionali, regionali e locali. Auspichiamo una soluzione equa e sostenibile, per il bene di tutta la comunità”.
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