REGGIO EMILIA – Si fa presto a dire “recuperiamo i mesi perduti di scuola”, difficile è metterlo in pratica. Al netto del problema rappresentato dalla temperatura torrida nelle aule, evidenziato dagli studenti, ci sono aspetti contrattuali legati agli incarichi degli insegnanti.
“Dovremo attendere specifiche in cui ci saranno delle modalità organizzative, che al momento a noi non sono note” ha spiegato Sonia Ruozzi, dirigente scolastico all’istituto Bus Pascal di Reggio Emilia. I segni lasciati dalla pandemia sugli studenti, a suo avviso, sono chiari a partire dall’aspetto della socialità. C’è poi il calo del rendimento scolastico, che è il vero problema cui il premier Draghi vorrebbe porre rimedio: “Ci troviamo ora a gestire una situazione di anno scolastico scorso che è terminata con un’ammissione alla classe successiva indipendentemente dalle lacune che i ragazzi avevano – ha aggiunto Ruozzi – e che hanno tentato di colmare in questo anno, ma sempre con metà didattica a distanza. Il tutto risulta molto complicato. Le possibilità di supportare i ragazzi, se si allungano i tempi, sembrano sicuramente soluzioni adeguate ma bisogna conciliare poi con quella che è l’organizzazione generale delle altre attività scolastiche”.
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