REGGIO EMILIA – Dopo quasi un anno, si è conclusa l’udienza preliminare derivata dalla maxi operazione Minefield, che a febbraio 2024 aveva smantellato un’organizzazione contigua alla criminalità organizzata. Coordinata dalla procura reggiana e condotta da 350 militari tra carabinieri e guardia di finanza, aveva riguardato, oltre all’Emilia, 8 regioni e 13 province. Pesanti i reati contestati: dalla frode fiscale, all’estorsione, al riciclaggio, all’autoriciclaggio, alla bancarotta fraudolenta in settori come l’edilizia, le pulizie, il noleggio auto, il tessile. La complessa attività d’indagine aveva portato a 108 indagati, 81 società coinvolte, 1.140 fatture false per oltre 20 milioni, 15 misure cautelari, 10 milioni di euro sequestrati con un giro d’affari stimato in 30 milioni di euro oltre al danno allo Stato.
A partire da dicembre dell’anno scorso, un centinaio di imputati sono sfilati davanti al Gup Silvia Guareschi: 29 di loro hanno scelto il rito abbreviato, alcuni hanno patteggiato, una trentina sono stati rinviati a giudizio mentre per gli altri si è deciso il non luogo a procedere. La contestazione più grave sollevata dai due pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Dario Chiari e Stefano Finocchiaro, era quella dell’associazione a delinquere a carico di 20 imputati. Le condanne più pesanti sono state quelle inflitte ai fratelli Lequoque, originari di Crotone: Samuel Lequoque, classe ’85, è stato condannato a 5 anni e 11 mesi a fronte di una richiesta di 9 anni e 2 mesi. A lui è stata anche confiscata la casa risultata fittiziamente intestata alla moglie; 5 anni al fratello Gionata, classe 1978, a fronte di una richiesta dell’accusa di 6 anni e 1 mese. L’imprenditore scandianese Leonardo Ranati, classe ’78, è stato condannato a 4 anni e 10 mesi. Costituitosi parte civile, è stato riconosciuto vittima di estorsione aggravata e gli è stata assegnata una provvisionale.
Condanna a 3 anni e 6 mesi per Gabriele Bigi, classe ’66; 2 anni e 8 mesi a Francesco Campaniello, classe ’91; 2 anni e 10 mesi per Federico Angelo Ciasullo, classe ’92, e per Carmine Casella, del ’72. Un anno e 8 mesi per Giambattista Di Tinco, classe ’75 ex amministratore unico della DG Service di Calerno e già al centro di varie inchieste. L’accusa, per lui, era di concorso esterno all’associazione. Stessa pena per Spyridion Lempesis, classe ’63. Infine, 1 anno e 4 mesi per Stefania Greco, del 1978. Sono state, inoltre, operate confische di denaro e beni, sia verso società che a carico di persone fisiche.
processo condanne udienza preliminare Giambattista Di Tinco Minefiled porcesso fratelli Lequoque






