REGGIO EMILIA – Ottenute le autorizzazioni della Banca Centrale Europea e della Banca d’Italia, può dirsi conclusa l’acquisizione del pacchetto di controllo di Banca Privata Leasing (fondata dalla famiglia Spallanzani) da parte di Next.us, società controllata da Alberto di Tanno, presidente del gruppo Intergea, tra i principali operatori nella distribuzione di auto in Italia.
L’istituto cambia nome e diventa Banca Più, con l’obiettivo di rafforzarsi sul mercato e ampliare il proprio raggio di attività. Il nuovo consiglio di amministrazione è guidato da Di Tanno come presidente, vede Enrico Fagioli Marzocchi assumere il ruolo di amministratore delegato, Giorgio Introvigne quello di vicepresidente, Sabrina Filiberto di amministratore e Michele Meneghetti e Alberto Merchiori quella di amministratori indipendenti. L’acquisizione è accompagnata da un aumento di capitale da 40 milioni di euro. In caso di mancata adesione da parte dei soci di minoranza, Next.us potrà salire fino al 95,77% del capitale.
“Con Banca Più avviamo un progetto industriale ambizioso, volto al potenziamento delle attività già in essere, accompagnato da un ampliamento delle competenze e dell’offerta”, commenta Di Tanno. “Questa operazione assicura continuità alla missione avviata dalla mia famiglia dopo quasi quarant’anni di gestione con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito per le Pmi radicate sul territorio, sostenendone la crescita e lo sviluppo”, le parole di Fernando Spallanzani.
Le difficoltà di Banca Privata Leasing
Nove bilanci in rosso consecutivi, poi tre esercizi chiusi con il segno più, ma seguiti da svalutazioni di partecipazioni e crediti che hanno fatto emergere un disavanzo di 20 milioni di euro: la storia recente di Banca Privata Leasing, l’istituto controllato dalla famiglia Spallanzani in procinto di essere ceduto alla Next.us di Alberto Di Tanno, non è stata rose e fiori.
La società ha chiuso in perdita tutti i bilanci dal 2012 al 2020, con passivi che vanno dai 500mila euro di 5 anni fa ai 6,2 milioni del 2014. Complessivamente 28 milioni di perdite cumulate nell’arco di 9 anni. Il 2021 sembrava aver segnato un punto di svolta, con il ritorno all’utile e con un miglioramento dei conti amplificato dai bilanci del 2022 e del 2023. Ma l’ispezione avviata dalla Banca d’Italia nel febbraio 2024 aveva concluso che non era tutto oro ciò che luccicava: fu proprio la pulizia di bilancio imposta dai commissari di Bankitalia, con la svalutazione di crediti e attività finanziarie, a far venire alla luce 20 milioni di disavanzo.
L’impegno economico della famiglia Spallanzani per tenere a galla Banca Privata Leasing è stato cospicuo: un prestito obbligazionario da 10 milioni, un deposito di quasi 5 a titolo di garanzia e altri 5 milioni di euro in caso di necessità per rispettare i coefficienti patrimoniali. Di Tanno, stando alle indiscrezioni, avrebbe messo sul piatto 50-60 milioni di euro tra acquisizione del pacchetto di maggioranza della banca e aumento di capitale.
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