ALBINEA (Reggio Emilia) – Questa è una di quelle storie che nate dal dolore generano vita. Era il 2016 quando un gruppo di persone all’interno dell’Hospice di Montericco piangeva i propri cari che lasciavano questo mondo. Uno psicoterapeuta, il dottor Filippo Sentimenti, ebbe l’idea di affrontare il lutto attraverso la musica.
Fu così che uomini e donne che mai si erano cimentati nel canto, crearono un coro diretto da colei che aveva appena perso la madre proprio all’Hospice. Oggi, dopo dieci anni, Graziella Barbacini continua a tenere la bacchetta in mano e i risultati della corale che porta il nome di sua mamma, Ida, sono straordinari: “Ho fatto pian piano debuttare alcuni del coro che non avevano mai cantato – racconta – li ho fatti recitare e devo dire che il risultato c’è stato, le persone sono felicissime e hanno ammorbidito il grande dolore. Me, compresa”.
Il coro propone soprattutto brani di operetta con una caratteristica particolare quella di coinvolgere anche il pubblico. La medicina conferma che la musica sia un motore straordinario di vita: “La musica ha molta forza e questo coro di dilettanti con una certa età si alimenta con questa forza del canto che è potentissima nel farci percepire la nostra pulsazione vitale”, spiega il dottor Pietro Ragni.
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