REGGIO EMILIA – Come contro Treviso: un fallo a tre secondi dalla fine commesso da un biancorosso, Williams, ha mandato in lunetta gli avversari, che hanno insaccato tutti e tre i tiri liberi. Come a Trieste: la Una Hotels aveva in mano la partita, andando sul +14, ma ha regalato la vittoria a Cantù, arrivata al PalaBigi da ultima in classifica alla disperata ricerca di punti. Come è accaduto spesso nella prima parte della stagione: la Una Hotels ha perso di un solo punto 78-79, una partita che era fondamentale per allungare sulla zona retrocessione e rilanciarsi in campionato. Il disastro a partire dal terzo quarto.
“Non eravamo concentrati, non ci abbiamo messo l’energia che avremmo dovuto avere – dura l’analisi dell’allenatore biancorosso Dimitris Priftis – Alcuni giocatori hanno pensato che fosse una partita facile anche per mancanza di esperienza. Quando gli avversari sono tornati in partita, lo stress ha preso il sopravvento e le cose sono diventate difficili”.
Per il coach greco, però c’è anche dell’altro: “Per la mia opinione, con tutto il rispetto, ci sono stati due momenti: la chiamata arbitrale corretta per il fallo di Williams su Green e la non chiamata arbitrale non corretta su Caupain. In una partita che arriva in parità, questa non chiamata pesa di più”. E ancora: “Ma il reale problema è stato il nostro terzo quarto, noi avremmo dovuto giocare meglio. La chiamata arbitrale su Williams è stata corretta e siamo noi che dobbiamo gestire meglio questo tipo di momenti”.
Domenica prossima si andrà in trasferta a Varese: e sarà di nuovo una partita fondamentale per la salvezza.
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