CORREGGIO (Reggio Emilia) – Aiuti statali sempre più irrisori rispetto all’impennata dei costi del gas e dell’elettricità. Fanno i conti con questo le imprese energivore. Il caso della Fornace di Fosdondo: “stiamo producendo. Abbiamo fatto un aggiornamento dei prezzi l’1 luglio e adesso l’1 settembre. Visto l’andamento degli energetici, abbiamo dovuto riaggiornare il prezzo di listino”, ha detto il presidente Ettore Sassi.
Non hanno conosciuto sosta estiva, a Correggio, le attività sotto i capannoni della Fornace. In agosto, soltanto gli uffici si sono presi una sosta di due settimane. Dato che ordinativi non mancano, l’azienda prevede di produrre fino alla fine dell’anno: “Questo fatta salva l’ipotesi di razionamento del gas – ha aggiunto Sassi – Se ne sente sempre più parlare, anche se ancora non si sa bene cosa voglia dire”.
Il costo del metano, che consente la cottura di fino a 80mila mattoni al giorno, rispetto a un anno fa – quando già l’impennata dei rincari dell’energia era cominciata – verrà almeno il doppio nelle fatture di luglio e agosto. Triplicato è l’importo della corrente elettrica: dai 38mila euro pagati per il mese di luglio 2021 si è passati alla cifra di 117mila euro. “Ci scontriamo con altre realtà che producono altrove, con costi più concorrenziali”.
Il rischio, per la storica azienda ex costola del gruppo Unieco rilevata sei anni fa dai suoi dipendenti che l’anno rilanciata sotto forma di cooperativa, è di offrire prodotti con prezzi meno competitivi. E si sta affievolendo sempre più il contributo finora fornito dallo Stato come credito d’imposta riferito al 25% di quanto speso in energia. “Le tempistiche delle misure di cui si discute a livello nazionale ed europeo sono scollate dalla realtà. L’aumento esiste dall’anno scorso, si è fatto poco o niente” ha concluso Sassi.
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