REGGIO EMILIA – Ricorrenti episodi di microcriminalità, come risse, attività di spaccio, borseggi. E poi degrado. Lamentano questo i residenti della zona stazione, promotori di un ‘Presidio di legalità’. E’ stata chiamata in questo modo l’iniziativa che ha visto raccogliersi in piazzale Marconi circa centocinquanta persone. Un risultato soddisfacente secondo Andrea Galeotti che amministra più condomini della zona e che è stato tra gli organizzatori.
L’opinione diffusa è che per contrastare l’insicurezza le recenti misure introdotte non abbiano migliorato più di tanto la situazione. Il riferimento è alle zone rosse, esperienza terminata due mesi fa e alla presenza dell’Esercito, coi militari arrivati lo scorso aprile, operativi tra le 13.30 e l’1.30.
Tra i suggerimenti che registriamo c’è la richiesta di una stazione sempre aperta di notte, mentre ora resta chiusa dall’1.50 alle 4. E aleggia la polemica per le lanterne donate e installate dall’Associazione Cinese di Reggio. Qualche partecipante è arrivato anche da altri quartieri della città.
Hanno preso parte alla manifestazione consiglieri comunali principalmente di opposizione, come Giovanni Tarquini della Lista Civica per Reggio, Claudio Bassi di Forza Italia, Lorenzo Melioli di Fratelli d’Italia, che hanno sottolineato l’assenza di amministratori del Comune. Per il Partito Democratico era presente il consigliere Nando Ganassi, arrivato assieme ad altri rappresentati come lui della Consulta E.
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