REGGIO EMILIA – Una indagine sulle condizioni di lavoro degli under 35: un progetto pilota a livello nazionale avviato sul nostro territorio dal sindacato Adl-Cobas, che dallo scorso ottobre sta distribuendo un questionario anonimo per raccogliere testimonianze sul tipo di impiego e di contratto di tanti giovani reggiani.
“E’ una campagna nata con l’intenzione di smentire la narrazione di molti imprenditori secondo cui i giovani non hanno voglia di lavorare e che nasce anche dai numeri che testimoniano come sempre più giovani abbandonino il nostro Paese per cercare opportunità all’estero”, spiega Silvio Rosati di Adl-Cobas. Quali sono i profili che sono stati tratteggiati finora da questa ricerca che proseguirà fino ad aprile? “Educatrici, Colf, personale che lavora nell’ambito della ristorazione, nel mondo della cultura e dell’arte”.
Uno dei settori che evidenzia maggiori criticità nel rapporto con i lavoratori sotto i 35 anni di età é quello della ristorazione: “Qui emergono tante situazioni di irregolarità”. Sotto osservazione c’é anche il mondo oscuro dei riders: “Si affacciano a questo settore spesso richiedenti asili che cercando un mondo per mantenersi e al tempo stesso regolarizzarsi”.
Chi fosse interessato a partecipare a questa campagna e a rispondere in forma anonima al questionario può consultare la pagina Facebook di Adl-Cobas Emilia-Romagna.
Reggio Emilia precariato Under 35








