REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi il comitato IV Novembre, che da 13 anni si batteva per sicurezza e decoro nella zona della stazione storica, ha reso noto di voler cessare ogni attività dopo aver “constatato – recitava la nota inviata alle redazioni – come le nostre istanze nei confronti delle istituzioni locali siano rimaste inascoltate. Oggi la situazione risulta persino peggiore rispetto a quando abbiamo iniziato”.
A questa presa di posizione ha risposto il Comune, nella persona dell’assessore alla Cura della Città, Davide Prandi. “Il trasferimento del mio assessorato in zona stazione non è un gesto simbolico, ma di attenzione a quel quadrante di città, anche per favorire la supervisione di tutte quelle attività che abbiamo posto in essere e delle quali si iniziano a vedere alcuni risultati. Sappiamo che questo non è sufficiente, perché ritengo serva il coinvolgimento della comunità“.
Nel suo intervento, l’assessore ha passato in rassegna i vari servizi attivati in zona: dalla consulenza legale, sociosanitaria, psicologica e amministrativa per chi vive il quartiere, alle unità di strada che vi operano, ai nuovi progetti di contrasto alla marginalità che, ricorda Prandi, sono in fase avanzata e saranno presentati a breve, fino al doposcuola di via Turri tornato, sempre secondo l’assessore, a essere un punto di riferimento per famiglie e ragazzi.
Dal punto di vista della sicurezza, Prandi cita il perfezionamento del sistema di videosorveglianza oltre alla nuova sede della polizia locale, che sorgerà nel quartiere, e al progetto di riqualificazione di via Paradisi, che ha recentemente ottenuto il parere favorevole di Enac.
Prandi si è quindi rivolto ai membri del comitato, chiedendo loro di ripensarci. “Comprendo la loro frustrazione, ma chiedo di non indietreggiare e di continuare a partecipare. E’ un appello che estendo a tutta la cittadinanza, abbiamo bisogno di partecipazione“.
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