CARPINETI (Reggio Emilia) – Via libera alla messa in sicurezza e alla manutenzione del ponte sul Secchia, in località Mulino di Corneto, sulla strada provinciale 19, tra Carpineti e Toano. La Provincia ha aggiudicato i lavori prevedendo un investimento complessivo di un milione e 200mila euro, di cui 800mila da fondi ministeriali.
Nello specifico l’intervento prevede l’eliminazione di dieci giunti stradali su quattordici complessivi e un massiccio intervento di ripristino del calcestruzzo, con l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza adeguate per la circolazione veicolare e pedonale lungo un’arteria strategica per i collegamenti tra la montagna reggiana e il resto del territorio.
Dal 2019 la Provincia di Reggio Emilia ha completato lavori per circa 26 milioni di euro, mentre altri 12 milioni risultano attualmente impegnati in cantieri aperti o in fase di avvio. A questi si aggiungono circa 30 milioni di euro di interventi già progettati, per i quali sono in corso attività di reperimento di nuove risorse, con opere distribuite lungo l’intera rete provinciale, dal fiume Po all’Appennino.
I lavori sono stati progettati avendo particolare attenzione alla sostenibilità economica delle manutenzioni future: la scelta di realizzare le catene cinematiche consente infatti di ridurre fino al 70% i costi legati alla sostituzione dei giunti e, allo stesso tempo, di diminuire drasticamente i punti di scolo delle acque, che nel tempo rischiano di danneggiare le strutture sottostanti.
“L’intervento sul ponte della SP19 – dichiara Giorgio Zanni, presidente della Provincia di Reggio Emilia – non è un’azione isolata, ma fa parte di un lavoro strutturale e continuo che la Provincia sta portando avanti sull’intera rete stradale provinciale, con particolare attenzione a ponti, viadotti e gallerie, infrastrutture fondamentali per la sicurezza e la tenuta dei collegamenti. È un impegno che richiede risorse, progettazione e costanza, e che si inserisce in una strategia più ampia di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, dal Po all’Appennino, con l’obiettivo di rendere sostenibili nel tempo anche le manutenzioni future”.











