REGGIO EMILIA – Il Governo ha fatto retromarcia e dopo aver tagliato quasi i due terzi dei fondi destinati alle imprese con il piano Transizione 5.0, ieri ha concordato con le associazioni di categoria il ripristino delle condizioni e delle risorse previste dalla legge di bilancio. 1,3 miliardi di euro, più altri 200 milioni per coprire tutte le richieste presentate dalle imprese fino allo scorso 27 novembre.
Il pressing di Confindustria, Confapi, Cna e Lapam che prima dell’incontro con i ministri Urso e Foti avevano parlato di “tradimento del rapporto di fiducia”, ha portato al risultato atteso dai 300 imprenditori modenesi e reggiani che avevano già anticipato gli investimenti per rendere le loro imprese più moderne ed efficienti da un punto di vista energetico e tecnologico.
Esulta Cna Reggio: “Per le imprese reggiane – sottolinea il presidente Andrea Trinelli – si tratta di una decisione che consente di recuperare certezze e di dare continuità a investimenti già programmati o avviati, evitando pesanti ripercussioni economiche e finanziarie”.
In Italia erano quasi 7500 le aziende che avevano presentato progetti e che, dopo il Consiglio dei Ministri del 27 marzo, erano rimaste scioccate dal taglio di 750 milioni destinati a incentivare l’acquisto di macchinari a maggior efficienza energetica o l’installazione di impianti fotovoltaici, per dirottarli sul taglio delle accise. Investimenti già fatti, sulla base di rimborsi che venivano decurtati o cancellati. Ora il passo indietro, o forse in avanti verso la transizione energetica, con il ripristino delle condizioni previste nella legge di bilancio: “Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile”, è stato il commento del Ministro Adolfo Urso, mentre il presidente di Confindustria Emanuele Orsini si è detto soddisfatto: ‘Gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così si continueranno a fidare’. Durante il confronto, le associazioni hanno inoltre chiesto chiarimenti anche sull’iper-ammortamento. Secondo quanto riferito da Orsini, il decreto attuativo dovrebbe arrivare a breve ed entrare in operatività nei primi dieci giorni di maggio. Un passaggio ritenuto decisivo per sbloccare gli investimenti, in una fase in cui molte imprese restano in attesa di certezze prima di impegnare nuove risorse.
Reggio Emilia Modena lavoro investimenti imprese tecnologia Transizione 5.0Transizione 5.0, le imprese non ci stanno: tradito il patto di fiducia con il Governo. VIDEO





