REGGIO EMILIA – Entro i prossimi tre anni l’obiettivo é di assegnare tutti gli alloggi pubblici che al momento risultano sfitti. L’amministrazione Massari pone il tema delle politiche abitative al centro dell’agenda per la seconda parte del proprio mandato con lo scopo di sostenere le famiglie fragili e anche un ceto medio sempre più impoverito: ”E’ una visione del futuro della città, sicuramente il tema della casa è centrale: vuole dire attrattività, coesione sociale, relazioni tra le persone. E vuole dire cambiare in meglio la vita dei cittadini” dice il sindaco Marco Massari.
“L’obiettivo è di arrivare, entro il 2029, a 527 alloggi ripristinati, di cui 287 grazie a più undici milioni di euro di fondi che abbiamo già portato a casa e che vedranno lavorazioni e assegnazioni a partire dalle prossime settimane fino al 2027. Quindi, da qui a un anno l’assegnazione dei primi 287 alloggi. Successivamente, grazie ai fondi del piano casa nazionale, sei milioni di euro stimati che ci sono stati prospettati e promessi – aspettiamo i bandi a cui candidarci – ulteriori 240 alloggi. L’obiettivo è quello di azzerare l’attuale stock di patrimonio pubblico sfitto” spiega Lanfranco De Franco vicesindaco con deleghe a casa e lavori pubblici.
Nascerà inoltre lo sportello unico dell’abitare, un punto di riferimento sia fisico che digitale per orientare i cittadini tra le diverse opportunità abitative: ”Di solito le formulazioni amministrative che noi adottiamo sono molto segmentate e costringiamo i cittadini a girare per uffici per trovare una risposta al proprio problema. L’obiettivo è quello di arrivare ad un punto di accesso unico per quanto riguarda le questioni dell’abitare” ha aggiunto il presidente di Acer Federico Amico.
A Reggio il patrimonio abitativo pubblico é composto da 2.822 alloggi tra Erp, Ers e alloggi di emergenza e per studenti. A oggi i nuclei in attesa in graduatoria Erp sono 827, il 48% di questi é seguito dai servizi sociali. Con questo percorso l’Amministrazione chiederà inoltre alla città l’adesione a un patto che offrirà ai proprietari garanzie reali contro morosità e contributi per i ripristini, mentre alle imprese e al terzo settore chiederà di co-progettare soluzioni per i lavoratori e la cura dei quartieri.
Sono tante le reazioni all’agenda “Abitare Bene Comune”. Andrea Sirianni, segretario confederale di Cisl Emilia Centrale con delega alla casa, valuta positivamente il piano e sollecita l’istituzione di una task force territoriale per affrontare il caro affitti e censire gli immobili. La Cisl invita inoltre ad aggiornare gli accordi sul canone concordato fermi al 2020 nel capoluogo e al 2004 in provincia. Sulla sponda opposta, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona boccia il piano di ripristino alloggi. Aragona definisce privo di credibilità l’operato della giunta e dei vertici Acer sull’emergenza abitativa a Reggio. Al centro del suo attacco vi è l’eliminazione del requisito della residenza storica per l’accesso alle case popolari varato dalla Regione. Al consigliere replicano i sindacati che difendono la riforma: cancellare il vincolo della residenza elimina criteri discriminatori verso giovani e lavoratori, sottolineano Cgil, Cisl e Uil: “L’edilizia pubblica – chiariscono Sunia, Sicet e Uniat – deve rispondere al bisogno e non a sbarramenti territoriali”.
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