REGGIO EMILIA – Il mondo economico che ruota attorno agli animali da compagnia continua a correre e nel reggiano e mostra una vitalità superiore alla media nazionale.
Secondo l’analisi dell’Ufficio studi Lapam Confartigianato, oggi il 37,7% delle famiglie italiane possiede almeno un animale domestico: in totale sono 25,5 milioni tra cani, gatti, pesci, uccelli e piccoli animali.
Un fenomeno sociale che si traduce in un mercato in forte espansione, capace di generare esportazioni per 827 milioni di euro e importazioni per oltre un miliardo.
Nel territorio reggiano l’impatto è evidente: nel 2024 la spesa delle famiglie per prodotti e servizi dedicati agli animali da compagnia ha superato i 72 milioni di euro. La quota più consistente, 56 milioni, riguarda alimenti, accessori, cucce, guinzagli e prodotti per la cura quotidiana. Altri 16 milioni sono stati destinati a servizi veterinari, addestramento, toelettatura e pensioni per animali.
Accanto alla crescita dei consumi, aumenta anche il numero delle imprese che operano nel settore.
In provincia di Reggio Emilia sono 61 le attività legate alla cura degli animali da compagnia e più della metà (52,5%) sono artigiane: toelettatori, addestratori, strutture di custodia e pensione.
Il dato più significativo riguarda però l’evoluzione nel tempo: in dieci anni le imprese artigiane del comparto sono cresciute del 60%, segno di una domanda stabile e in continua espansione.
«Gli animali d’affezione sono ormai parte integrante delle nostre famiglie, sottolineano da Lapam Confartigianato, la Pet Economy non è solo un fenomeno sociale, ma un motore economico che genera occupazione, nuova imprenditorialità e valore diffuso sul territorio. I cittadini premiano qualità, dedizione e professionalità su misura, caratteristiche che i nostri artigiani sanno garantire».












