REGGIO EMILIA – Forse mai come quest’anno, in tempi recentissimi, la Giornata della memoria è attuale. Abbiamo assistito in Medioriente a quello che l’Onu ha definito un genocidio, mentre da quella che è sempre stata considera ‘la più grande democrazia del mondo’ arrivano immagini paurose unite a tentativi ufficiali di distorsione della realtà e dei fatti. Ricordare, celebrare, riflettere, fermarsi e pensare sono gli strumenti che abbiamo. Tra città e provincia sono come sempre decine le iniziative organizzate in occasione del 27 gennaio: 81 anni fa l’Armata Rossa faceva il suo ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, nessuno avrebbe mai più potuto dire “non è vero”.
Se la cerimonia istituzionale è stata la deposizione di una corona in via dell’Aquila a Reggio, davanti alla sinagoga, a ricordo dei cittadini ebrei perseguitati, deportati e sterminati, il simbolo dell’attività reggiana per mantenere viva la storia sono, da anni e anni, i Viaggi della Memoria organizzati da Istoreco, viaggi che quest’anno segnano un record: oltre 1.300, mai così tanti, gli studenti di quarta e quinta superiore che dal primo febbraio a metà marzo, in sei diversi turni, prenderanno parte al viaggio con direzione Praga, Terezin e Dresda. Un centinaio in più rispetto agli anni scorsi. Oltre a loro ci saranno amministratori e privati cittadini.
Reggio Emilia giornata della memoria sinagoga Marco Massari









