REGGIO EMILIA – “Patria. Il paese di Caino e Abele” sarà in scena venerdì 13 e sabato 14 febbraio alle ore 21, al teatro Piccolo Orologio di via Massenet 21. Lo spettacolo, nato da un’idea di Fabio Banfo e della compagnia Eco di fondo (costituita da Giacomo Ferraù e Giulia Viana), vedrà in scena Fabio Banfo, attore e autore della drammaturgia, con la regia di Giacomo Ferraù e Giulia Viana, ed è una co-produzione Centro Teatrale MaMiMò/Eco di fondo.

Patria. Il Paese di Caino e Abele. Ph. Nicolò Degl’Incerti Tocci
Gli anni di piombo identificano in Italia un periodo storico compreso tra la fine degli anni 1960 e gli inizi degli anni 1980, in cui si verificò un’estremizzazione della dialettica politica che produsse violenze di piazza, lotta armata e terrorismo. Questi anni vengono rivissuti attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano che tutti considerano lo scemo del villaggio. Lui, da quando ha battuto la testa da piccolo forse per colpa del fratello, viene chiamato Abele; cerca spasmodicamente tracce del fratello Caino scomparso in un attentato ferroviario (la strage dell’Italicus). La vita di questo microcosmo, di questo piccolo paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’intera Italia, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente ai suoi figli che vanno e vengono, nascono sempre meno e muoiono sempre di più. Un monologo a più voci, attraverso il quale Fabio Banfo interpreta 15 personaggi differenti che diventano metafora dei costumi e delle ideologie dell’Italia di allora, che hanno segnato il nostro presente.
“Un racconto, quello dell’Italia, inevitabilmente tragicomico” spiega Giacomo Ferraù “dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi, si mescolano indissolubilmente come le storie dei nostri due fratelli. Una biografia famigliare che finisce per diventare la biografia di una nazione”.











