REGGIO EMILIA – Secondo le stime epidemiologiche, anche nel Reggiano le patologie della tiroide riguardano circa una persona su dieci: oltre 50 mila cittadini, molti dei quali convivono con una malattia cronica spesso sottodiagnosticata. Si tratta in particolare di ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto, noduli tiroidei e morbo di Basedow, patologie che colpiscono in prevalenza le donne.
Informare, sostenere e creare rete. È questa la missione di Aibat, l’Associazione Italiana Basedowiani e Tiroidei, con sede a Reggio che compie 30 anni di attività.
E’ stata fondata nel 1996 da Emma Bernini e Donatella Aimi, due pazienti che hanno deciso di trasformare la propria esperienza e il proprio vissuto, in aiuto concreto per gli altri. Aibatè oggi un punto di riferimento per chi affronta malattie della tiroide e per le loro famiglie.
Sensibilizzare alla diagnosi precoce la priorità sulla quale lavora anche l’associazione che promuove informazione, iniziative e momenti di confronto con medici specialisti.
Un supporto fondamentale non solo dal punto di vista sanitario, ma anche umano: perché condividere dubbi, paure ed esperienze aiuta ad affrontare meglio la malattia e a non sentirsi soli.
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