GUALTIERI (Reggio Emilia) – Lo sport di provincia, tra passione ma anche difficoltà legate al calo del numero dei tesserati. Parliamo, nel primo di una serie di servizi, delle Aquile Pallacanestro Gualtieri. “Abbiamo fatto degli anni in cui non conoscevamo i campionati regionali, conoscevamo solo i campionati elite ed eccellenza (come si chiamavano allora). Addirittura, qui a Gualtieri sono venute la Virtus, la Fortitudo e Rimini. Era una soddisfazione incredibile”.
Fulvio Simonazzi è uno dei fondatori, e attuale presidente del club nato come società di oratorio nel 1980 e da 35 anni impegnata nei campionati federali. A raccontarne la storia ci sono trofei, fotografie e statistiche archiviate stagione per stagione, canotte e cimeli vari. Una realtà di provincia che come tante altre vive di passione e di appartenenza, e che riflette i cambiamenti sociali. In passato, le Aquile hanno superato i 300 tesserati. Oggi sono una settantina: dagli atleti che partecipano alla Divisione regionale 2 agli Under13. “I nati non sono tanti, già a Gualtieri per esempio le prime elementari sono soltanto due da 20 bambini, togli quelli che giocano a calcio che sono tanti, si fa alla svelta a fare dei conti”.
Cosa significa avere meno bambini? “Avere più difficoltà a fare formazioni di categoria: o fai squadre larghe, con ragazzi che di annate diverse, oppure devi creare delle sinergie con altre società in modo tale da mettere insieme più bambini della stessa annata, perché da piccoli le differenze fisiche si notano particolarmente”.
Per poter partecipare al campionato regionale Under17, ad esempio, due ragazzi delle Aquile sono costretti a spostarsi a Viadana. Il basket oggi deve fare i conti non solo con il calcio, ma anche con nuovi sport in crescita, come le arti marziali, e con territorio sempre più multiculturale, nel quale l’avvicinamento allo sport è meno scontato. Ma a volte accadono piccoli miracoli: “Andando nelle scuole, mi sono trovato una quindicina di bambine indiane. Questa è stata una cosa eccezionale. Sto cercando di capire come muovermi da questo punto di vista per cercare di portarle a fare un campionato giovanile”.
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