REGGIO EMILIA – Con le spalle al muro, la Unahotels non può fallire l’appuntamento con la vittoria nel match casalingo contro Napoli in programma domani, domenica, alle 18,30 al PalaBigi. Solo così la Pallacanestro Reggiana potrà ancora sperare nella matematica e sognare di raggiungere la salvezza. La situazione è drammatica: i biancorossi hanno 4 punti in meno del treno composto da Verona, Bresca, Scafati e proprio Napoli. Dieci partite da giocare possono ancora permettere di ribaltare la situazione, ma la prestazione incolore e senz’anima offerta domenica scorsa nello scontro diretto perso a Verona non lascia spazio a grande ottimismo. Per raggiungere una salvezza sempre più improbabile occorre cambiare registro subito. Non c’è più tempo da perdere.
All’andata a Napoli Reggio perse 73-67. Quindi non conta solo vincere, bisogna farlo di almeno sette punti per garantirsi il vantaggio nello scontro diretto, fondamentale in caso di arrivo a pari punti. In dubbio tra i reggiani l’americano Senglin. Sulla panchina partenopea siede il decano degli allenatori italiani, Cesare Pancotto, che è anche l’ex della partita.

Coach Sakota con Lee
“Dopo la sosta abbiamo iniziato il rush finale di questo campionato, dieci partite che per noi sono tutte scontri diretti – cerca di animare i suoi coach Sakota – Il primo di questi, la scorsa settimana a Verona, si è purtroppo concluso con una sconfitta in un match deciso da un solo possesso. Contro Napoli abbiamo una nuova chance ed è fuori discussione che per noi si tratta di una partita da vincere a tutti i costi. Dopo che il calendario ci ha messo di fronte, al PalaBigi, per alcune settimane di fila a team di alta classifica, ora abbiamo uno contro diretto che ci deve far prendere i favori del pronostico. Siamo tutti consapevoli della posta in palio, tanto noi come lo sarà Napoli. Dobbiamo fare del nostro meglio perché è il momento chiave della stagione. I nostri avversari hanno tanto talento: hanno segnato più di 60 punti in un tempo contro Varese, non li fai se non hai grandi capacità offensive. Il loro gioco è principalmente basato sulla transizione e sull’uno contro uno, dovremo farci trovare pronti difensivamente”.











