GUASTALLA (Reggio Emilia) – “E’ la conferma del fenomeno cui si assiste da tempo non solo a Reggio, ma in tutto il Paese, dell’incapacità di dare continuità alle imprese a conduzione famigliare quando avviene il cambio di generazione, e di conseguenza la finanziarizzazione delle imprese”. Così Davide Fellini, funzionario della Fiom Cgil.
Non può lasciare indifferenti il passaggio di proprietà del più grande polo metalmeccanico della provincia. Gli Alfieri lasciano il controllo della Padana Tubi dopo 55 anni. E’ stata la stessa storica famiglia di Guastalla a comunicarlo, negli ultimi giorni, con una lettera. E’ stato raggiunto un preaccordo con la società di investimenti londinese Attestor, che acquisirà il pacchetto di maggioranza nei prossimi mesi, “non appena – si legge – si concluderà l’iter di notifiche alle Autorità Regolatorie di alcuni Paesi”. Un miliardo di fatturato all’anno, più di 800 lavoratori e, dice Fellini, che è coordinatore Fiom per la Bassa, un punto di riferimento per il territorio e per gli enti locali. “Vediamo arrivare sul nostro territorio multinazionali, fondi di investimento, sempre più slegati dalle esigenze del territorio”, continua Fellini.
E’ già stato calendarizzato un incontro tra la famiglia e le Rsu, e la stessa Fiom ha chiesto un incontro con la direzione per capire i dettagli di questa trattativa, la visione futura, “quali siano i vincoli rispetto all’occupazione”, ci dice Simone Vecchi, segretario provinciale del sindacato delle tute blu. Nella lettera gli Alfieri descrivono la scelta come “la più difficile a livello emotivo”, dicono di aver cercato “una controparte che potesse rispettare identità e stile, pronta a sostenere una fase di valorizzazione”, e parlano di questo come di “un momento di cambiamento ma che, al contempo, preserva elementi di continuità”. Fellini conferma che da qualche tempo le voci si rincorrevano. “Non c’è tranquillità tra i lavoratori. Negli ultimi mesi un po’ di preoccupazione è emersa, dovuta alle incertezze legate ad una eventuale cessione. Abbiamo spiegato ai lavoratori che eserciteremo il nostro ruolo fino in fondo. Non fasciamoci la testa prima del tempo. Chiederemo un incontro alla nuova proprietà per capire le linee strategiche e il piano industriale“.
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