GUASTALLA (Reggio Emilia) – La cessione del pacchetto di maggioranza di Padana Tubi, annunciata in febbraio, segna un passaggio importante nella storia dell’industria manifatturiera della nostra provincia.
Con 750 dipendenti e un fatturato 2024 di quasi 950 milioni di euro, quella fondata nel 1970 dalla famiglia Alfieri è infatti una delle aziende più importanti del nostro territorio. Il capitale fa capo alla finanziaria di famiglia Padana Holding, una società a responsabilità limitata di cui Claudia Alfieri, 50 anni, amministratore delegato di Padana Tubi, e Angela Alfieri, 54 anni, presidente di Padana Holding, detengono ciascuna il 39,4% delle quote. Il patron Romano Alfieri, ormai 92enne, conserva una quota del 3%. Nel 2024 Padana Tubi ha registrato un utile netto di quasi 42 milioni. Negli ultimi sei anni, dal 2019 al 2024, l’azienda di Guastalla ha fatto profitti per qualcosa come 388 milioni di euro.
Perchè vendere una gallina dalle uova d’oro? La famiglia Alfieri ha deciso di fare un passo indietro, restando però in azienda come socio di minoranza. Il nuovo azionista di controllo sarà Attestor Capital, fondo con base in Irlanda che fa capo a Attestor Value Master Fund LP, società di investimento registrata nelle Isole Cayman. Il 100% di Padana Tubi sarà trasferito a una società costituita appositamente in Italia. Il capitale di questa società sarà detenuto per il 61,5% da Terra spa, emanazione di Attestor con sede in via Manzoni a Milano, e per il 38,5% dalla famiglia Alfieri attraverso Padana Holding.
Il corrispettivo dell’acquisizione non è stato reso noto. Padana Holding nel 2024 ha incassato 38,4 milioni di dividendi da Padana Tubi. Non va dimenticato che la finanziaria della famiglia Alfieri ha in cassaforte anche 355mila azioni di Credemholding, pari a oltre il 2% della società che controlla il Credito Emiliano. Un pacchetto che è iscritto a bilancio per un controvalore di oltre 25 milioni di euro.
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