REGGIO EMILIA – Ottantadue anni fa, il 30 gennaio 1944, a poco più di un mese dall’uccisione dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, nel poligono di tiro i fascisti repubblichini fucilarono don Pasquino Borghi e altri otto antifascisti: Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini.
L’82° anniversario dell’eccidio è stato ricordato oggi in via Paterlini. Don Pasquino Borghi, originario di Bibbiano, aveva aderito alla resistenza dopo l’8 settembre ’43. Fu arrestato a Villa Minozzo da militi della Repubblica Sociale, mentre stava tenendo l’omelia della Messa. E una messa in suffragio dei caduti è quella che si è celebrata nella Basilica della Ghiara, officiata dal vicario generale monsignor Giovanni Rossi. La funzione ha preceduto il momento conclusivo delle celebrazioni: la deposizione della corona presso la lapide commemorativa in vicolo dei Servi dove nei pressi sorgeva il luogo di detenzione fascista in cui furino richiusi don Borghi e gli altri antifascisti prima dell’esecuzione.
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