REGGIO EMILIA – È stata una lettera dettagliata, una segnalazione scritta arrivata direttamente da un paziente, a far scattare l’intera vicenda giudiziaria che oggi coinvolge un primario ortopedico, il dottor Bruno Panno, operativo a Correggio, Montecchio, Sant’Ilario e all’Ospedale di Guastalla dove è stato arrestato dal Nas dei Carabinieri (poi liberato dopo l’udienza di convalida).
Da quella comunicazione, l’Azienda Usl Irccs di Reggio ha immediatamente informato le autorità competenti, dando il via agli accertamenti della magistratura.
In una nota ufficiale, la Direzione dell’Ausl esprime profonda amarezza per la gravità dei fatti contestati e ribadisce la massima collaborazione con gli inquirenti, sottolineando come proprio la trasparenza interna abbia permesso di attivare tempestivamente le verifiche.
Sarebbero state documentate 25 prestazioni intramoenia non registrate tra novembre 2025 e marzo 2026 e per le quali il medico si sarebbe fatto consegnare il denaro contante direttamente dai pazienti.
L’Azienda coglie inoltre l’occasione per manifestare vicinanza e solidarietà agli oltre settemila dipendenti, professionisti e operatori sanitari che ogni giorno lavorano nelle strutture reggiane con competenza e dedizione, rinnovando il patto di fiducia con cittadini e comunità.
Rassicurazioni poi sul fatto che l’attività dell’Unità Operativa coinvolta non subirà alcuna ripercussione: servizi e prestazioni programmate saranno garantiti senza modifiche nella qualità né ritardi nell’erogazione.
L’Ausl assicura di continuare a seguire gli sviluppi della vicenda così come i cittadini e i tanti pazienti che fidandosi, hanno pagato quelle visite consegnando il denaro nelle mani del professionista.
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