CORREGGIO (Reggio Emilia) – “Non si può avere paura di andare a scuola”. Lo dicono i protagonisti, loro malgrado, di questa storia, raccontando di una situazione difficile e a tratti esplosiva al Convitto Corso di Correggio, con gli insegnanti spesso costretti a fare da vigilanza. I ragazzi parlano di “sfide” continue, e di aver visto anche tracce di sangue in bagno dopo una sorta di regolamento di conti. Molti, da mesi, dicono di sperimentare sulla loro pelle gli atteggiamenti provocatori in particolare di tre bulli che hanno tra i 15 e i 17 anni, anche se i minorenni farebbero parte di una banda molto più ampia composta anche da ragazzi più grandi e che crea paura in paese.
La testimonianza del 16enne Paolo – nome di fantasia – è quella di chi è stato picchiato per ben due volte, il 21 marzo dell’anno scorso e di nuovo pochi giorni fa. In entrambi i casi in pieno giorno, appena finita la mattinata scolastica. La prima volta nel parcheggio di un supermercato, con l’aggressione che è pure stata ripresa allo scopo di far girare il video nelle varie chat; la seconda nel piazzale delle corriere. Paolo ha denunciato ai carabinieri, tutte e due le volte, un totale di quattro coetanei, ed entrambe le questioni sono nella fase delle indagini preliminari.
“L’anno scorso ho difeso un mio amico che avevano preso di mira, allora uno mi è venuto da dietro, mi ha preso per il collo, mi ha messo un dito in un occhio e mi ha picchiato – racconta – Poi i suoi tre amici per vendetta mi hanno buttato a terra, dato calci anche in testa, strappato l’orecchino; sono andato dal preside, mi ha detto ‘cambia scuola’, ma io sono qui da tre anni e non voglio cambiare studi… è una cosa troppo grande per me, ho paura“.
Paolo ha riportato danni ad un occhio dalla prima aggressione e adesso si muove a fatica per il trauma cranico dell’ultimo episodio. Il padre si è rivolto ad un avvocato ma chiede l’intervento deciso del preside e non solo, visto che assieme ad altri genitori sta preparando una lettera per il dirigente scolastico provinciale. “Com’è possibile che questi fanno così e dopo lo rifanno subito, mio figlio che è onesto deve cambiare scuola e questi delinquenti no? Questa non è giustizia”. commenta amareggiato.
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