REGGIO EMILIA – Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, arrivata il 12 gennaio scorso, il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela del Cargiver familiare arriva alla Camera dei Deputati.
A Montecitorio la discussione inizierà la prossima settimana ma il tema è stato al centro del dibattito “Lavoro e caregiving: quale conciliazione?”, che si è svolto all’aula magna “Pietro Manodori” di viale Allegri. “Non è una risposta ai problemi strutturali – ha dichiarato Loredana Ligabue, segretaria dell’Associazione Caregiver familiari – Non è una risposta perché esclude le persone che si prendono cura e sono conviventi. Non dà misure di conciliazioni tra la cura e il lavoro perché identifica un parametro economico, a fronte di situazioni di reddito di povertà, ed è un importo che vincola a un attività superiore alle 91 ore settimanali”.
A Reggio e Provincia il 26,1% dei cittadini con più di 50 anni è un caregiver che si occupa di un familiare o un conoscente per circa 102 ore mensili. Il disegno di legge prevede la divisione in caregiver conviventi e non conviventi, a loro volta suddivisi in due profili in base al carico di ore assistenziali.
Chi presterà più di 91 ore, con reddito annuo inferiore a 3.000 euro e un isee sotto quota 15mila, potrà contare su un contributo economico che arriverà al massimo fino a 4800 euro all’anno. L’intenzione del governo è di investire una media di 250 milioni all’anno fino al 2035. Secondo Loredana Ligabue il disegno di legge esclude un aspetto: “Con questo tipo di valutazione esclude un impegno forte e diretto dei servizi professionali che devono essere messi in campo. Ci deve essere una responsabilità pubblica nell’affrontare tutto questo, non solo quella privata del singolo familiare o della persona che svolge queste funzioni”.
Dal Partito Democratico arriva il no alla proposta del Governo. “É un ddl non condivisibile nella sua impostazione, non solo perché le risorse non sono sufficienti ma perché c’è un’impostazione culturale, come scelta politica, che il Partito Democratico non condivide” ha concluso la deputata PD Ilenia Malavasi.
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