REGGIO EMILIA – Quella che doveva essere una Pasquetta di resurrezione è stata invece di passione per la Reggiana, finita in fondo alla classifica, scavalcata dal Pescara che al Città del Tricolore ha vinto 3-1 dominando per gran parte della partita.
Ora per salvarsi serve davvero un miracolo. Mancano cinque giornate al termine della stagione regolare. Già quella di ieri era l’ultima spiaggia, per definire il prossimo appuntamento, domenica alle 19, sempre in casa, contro la Carrarese, abbiamo esaurito le formule fatte e i modi di dire.
Alle 15 Portanova e compagni riprenderanno gli allenamenti. Non è escluso che qualche gruppo di tifosi si presenti ai campi di via Agosti. Tifosi che ieri allo stadio hanno duramente contestato società e staff tecnico, non solo dalla curva, sotto la quale l’allenatore Bisoli e i calciatori si sono presentati dopo il triplice fischio.
Successivamente, circa trecento sostenitori granata hanno poi aspettato la squadra e i dirigenti sotto la tribuna, all’uscita dallo stadio, con cori di protesta e insulti. Erano presenti il presidente Salerno, il vice presidente Cattani e il ds Fracchiolla.
Tifosi che implicitamente, ma nemmeno tanto, ora vogliono capire, se la società ha una prospettiva sul futuro, sia in caso di serie B che in caso di serie C.
Esordio da dimenticare dunque per Pierpaolo Bisoli, il cui compito consiste nel raggiungere i play out che ora però stanno a quattro punti. Rivolgendosi ai tifosi ha detto che “la fiammella è ancora accesa”, lo ha detto anche al microfono di Primo Bertani.
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