REGGIO EMILIA – Una donna di 72 anni, impossibilitata a deglutire autonomamente a causa di una grave disfagia, ha recuperato la capacità di alimentarsi grazie alla collaborazione tra i reparti Medicina Gastroenterologica e Chirurgia Vascolare del Santa Maria Nuova e all’utilizzo della Sala Ibrida del Core.
Gli accertamenti, tra cui AngioTC e studio endoscopico, hanno evidenziato una rara anomalia dell’arteria succlavia lusoria, che comprimendo l’esofago impediva la normale alimentazione. Inizialmente nutrita tramite sondino gastrico (PEG), la paziente è stata poi sottoposta a intervento mini-invasivo con posizionamento di endoprotesi e bypass per garantire la vascolarizzazione dell’arto superiore.
Grazie alla procedura e al lavoro multidisciplinare, la paziente ha potuto rimuovere il sondino e riprendere una vita normale. Il direttore generale dell’Ausl Irccs di Reggio, Davide Fornaciari, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra competenze e tecnologie innovative per il trattamento di patologie rare e complesse.











