REGGIO EMILIA – Sei secoli di storia ebraica reggiana, in cui si sono alternati periodi di convivenza e momenti di esclusione e di persecuzione. La mostra permanente “Di libri, acqua e chizze”, visitabile nella sinagoga di Reggio, in via del’Aquila, invita a seguire ed esplorare questo percorso non sempre lineare.
La mostra prevede appunto una sala dell’esclusione e una della convivenza. Nella sala successiva all’ingresso invece c’è una bicicletta: è possibile salirci e pedalare, così da accende la luce. “È un modo per ricordarci che i diritti umani si realizzano solo se ci impegniamo” ha spiegato il direttore di Istoreco Matthias Durchfeld a Buongiorno Reggio. “ll nome dell’esposizione – ha spiegato – rimanda a vicende e figure importanti della storia ebraica e non solo a Reggio, del ruolo del Popolo del Libro nella comunità locale, di un grande architetto come Ulderico Levi. A lui si deve l’organizzazione idrica cittadina, da lui finanziata sino ad arrivare alla costruzione dell’acquedotto. E poi la figura di un fornaio, Federico Sacerdoti, inventore della chizza reggiana. Se si guarda fuori dalla finestra si entra metaforicamente nell’ex ghetto, istituito nel 1669: gli ebrei reggiani erano obbligati a vivere in poche strade, in edifici angusti e chiusi dentro la notte. E’ possibile fruire autonomamente di questa mostra, durante i periodi di apertura della sinagoga che trovate sul sito di istoreco”.












