REGGIO EMILIA – Avrà una vita normale, grazie a un delicato intervento realizzato con successo dall’equipe di terapia intensiva del Santa Maria Nuova. Protagonista una bimba nata con una grave malformazione alla laringe che non le consentiva di respirare, tanto da avere bisogno dell’ausilio della ventilazione meccanica fino all’intervento.
“L’assistenza neonatologica in sala parto che riusciamo a garantire anche negli ospedali provinciali – mette in evidenza Gargano – è di altissimo livello e in questo caso ha evitato esiti negativi sulla piccola”.
La procedura chirurgica, “estremamente delicata e complessa – si legge in una nota dell’Ausl – è stata resa possibile dall’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati, associati all’esperienza nella gestione di casi complessi e dalla perfetta integrazione all’interno di un’ équipe multidisciplinare guidata dal dottor Giancarlo Gargano, direttore della TIN, dal dottor Angelo Ghidini direttore della struttura di Otorinolaringoiatria e dall’anestesista pediatrica dottoressa Elisa Iannella”.
La piccola, nata il 2 marzo all’ospedale Franchini di Montecchio al termine di una gravidanza a decorso normale, aveva presentato subito alla nascita, in maniera del tutto inaspettata, un’insufficienza respiratoria con dispnea severa e progressiva e impossibilità di ossigenazione adeguata. Solo il pronto e tempestivo intervento del pediatra-neonatologo, che ha provveduto alla rianimazione cardiopolmonare con intubazione endotracheale della bimba, ha permesso di superare le difficoltà cliniche e consentirne la stabilizzazione.
La neonata è stata trasportata d’urgenza al Santa Maria dove è stata immediatamente sospettata la presenza di una malformazione laringea che impediva la respirazione. L’immediata consulenza del dottor Ghidini, ha confermato attraverso l’effettuazione di una fibro-laringoscopia la presenza di una voluminosa cisti che impediva il regolare flusso respiratorio. Durante il decorso post-operatorio la bimba, sempre assistita dal personale della Neonatologia in sinergia con i genitori, ha iniziato ad alimentarsi dapprima attraverso un sondino nasogastrico e poi direttamente al biberon. E’ stata quindi dimessa in ottima salute e in allattamento al seno.











