REGGIO EMILIA – Domenica 1 febbraio alle 20.30 il teatro Valli di Reggio ospita l’ottetto d’archi dei Berliner Philharmoniker per un concerto dedicato alla grande tradizione cameristica tedesca ed europea, con un programma che si muove a ritroso nel tempo, dal Novecento inoltrato di Richard Strauss al primo Romanticismo di Felix Mendelssohn.
Ad aprire la serata è il Sestetto da Capriccio op. 85 di Richard Strauss, composto nel 1942 come introduzione alla sua ultima opera teatrale. Capriccio è un’opera che riflette su se stessa e sulla natura del teatro musicale, costruita attorno al celebre interrogativo sul primato tra parole e musica.
Segue il Sestetto n. 1 in si bemolle maggiore op. 18 di Johannes Brahms, scritto tra il 1858 e il 1860. Se il compositore si accostò con cautela alle grandi forme del quartetto e della sinfonia, sentendo il peso dell’eredità beethoveniana, nel sestetto trovò invece uno spazio di maggiore libertà. Ne nacque un lavoro giovanile di ampio respiro, articolato nei quattro movimenti tradizionali, in cui Brahms afferma con chiarezza il proprio legame con la tradizione, sviluppando al tempo stesso una raffinata ricerca armonica e una scrupolosa elaborazione del materiale tematico.
Il concerto si conclude con l’Ottetto in mi bemolle maggiore op. 20 di Felix Mendelssohn, composto nel 1825. Opera di straordinaria maturità, scritta da un sedicenne, l’Ottetto colpisce per lo slancio melodico, la brillantezza degli impasti sonori e la padronanza di una scrittura intensamente polifonica in un genere che, all’epoca, non aveva veri precedenti. È anche per opere come questa che Mendelssohn viene considerato uno dei più grandi prodigi della storia della musica occidentale.
L’ottetto è formato da Dorian Xhoxhi, Bastian Schäfer, Harry Ward e Cornelia Gartemann ai violini, Julia Gartemann e Martin Stegner alle viole, Moritz Huemer e Christoph Heesch ai violoncelli, tutti membri dei Berliner Philharmoniker.












