BAISO (Reggio Emilia) – Prosegue senza sosta il monitoraggio della frana di Ca’ Lita, uno dei movimenti franosi più grandi e complessi dell’intero territorio regionale e nazionale.
A fare il punto sullo stato della situazione è stata la sottosegretaria regionale alla Protezione civile, Manuela Rontini, che ha effettuato un sopralluogo insieme al sindaco Fabio Spezzani e ai tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. La frana, riattivatasi dopo le eccezionali piogge del maggio 2023, interessa un’area enorme: si estende per quasi 2 chilometri e 700 metri, occupa una superficie pari a circa 130 campi da calcio e raggiunge in alcuni punti una profondità superiore ai 50 metri.
Fin dai primi giorni dell’emergenza la Regione è intervenuta con un cantiere di somma urgenza da 3 milioni di euro. L’operazione ha permesso di rimuovere oltre 500 mila metri cubi di materiale, bloccando l’avanzata della colata e mettendo in sicurezza abitazioni, infrastrutture e il corso del fiume Secchia. Nel frattempo, sono stati completati, nello scorso agosto, lavori di mitigazione del rischio per 2 milioni e mezzo di euro. A controllare costantemente il versante sono sistemi Gps, droni e rilievi laser, con il supporto scientifico di Ispra e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Entro la fine di ottobre è prevista la fine degli interventi di consolidamento del valore di 1 milione e 850 mila euro, destinati a proteggere gli abitati di Levizzano, Corciolano e Ca’ Lita. Entro la fine dell’anno terminerà anche un nuovo lotto di opere da 2 milioni di euro finanziato con fondi europei ed è allo studio una seconda fase di interventi per altri 6 milioni e 700 mila euro.
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