REGGIO EMILIA – Domenica 15 marzo, primo pomeriggio. L’autobus é quello della linea 93, da Cadelbosco Sopra a Reggio, una linea coperta da una ditta privata per conto di Seta. Al volante c’é un’autista donna di 53 anni. A bordo del mezzo sale un uomo sui 45 anni, in evidente stato di alterazione. Il soggetto inizia prima a disturbare l’autista, poi si rivolge con pesanti espressioni a sfondo sessuale ad una passeggera minorenne, una una ragazzina di 15 anni. Il clima si fa teso, fino a che qualcuno dei presenti, all’altezza del Campovolo, non spruzza dello spray urticante. In piazzale Europa, la conducente ferma il mezzo e apre le porte, poi chiama 118 e carabinieri. Del molestatore però non c’é traccia, si é dileguato.
“La ragazzina – racconta ai nostri microfoni Rosalinda Brazzò – si é avvicinata dicendomi che aveva paura, quando ho aperto le porte é rimasta fuori qualche minuto e ha chiamato la mamma, io nel frattempo ho chiesto l’intervento del 118 e dei carabinieri. Non riuscivo a respirare bene a causa dello spray urticante anche se per fortuna non ho riportato gravi conseguenze. Ho denunciato il tutto ai carabinieri perché anch’io ho una figlia di quell’età e mi sono messa nei suoi panni. Di fronte a episodi così ti senti impotente, io ho deciso di comunicare le dimissioni alla mia azienda, tornerò dalle mie parti in Trentino, non voglio correre il rischio di trovarmi di nuovo di fronte quell’uomo”.
I carabinieri stanno effettuando accertamenti e raccogliendo testimonianze: il molestatore sarebbe una figura nota, un frequentatore abituale della linea 93. Sull’accaduto é dura la presa di posizione del sindacato Cisl che invoca l’installazione del pulsante di allarme antipanico su tutti i mezzi del trasporto pubblico locale.
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