I mirtilli sono piccoli frutti ricchi di proprietà nutritive e dall’azione antiossidante. Vengono largamente coltivati anche in Italia, dove sempre più spesso si ricorre alla tecnica del fuori suolo, vale a dire in vaso, per ottenere risultati ottimali.
Coltivare mirtilli in vaso, infatti, ha il grande vantaggio di poterne quindi seguire la crescita in ogni fase, limitando l’eventuale comparsa di parassiti o malattie della pianta, assicurando alle piante la giusta illuminazione e irrigazione.
Le principali caratteristiche dei mirtilli
I mirtilli, oltre ad avere nutrienti importanti, sono caratterizzati da fiori di colore chiarissimo, tra il rosa e il bianco, e foglie che cadono in autunno. La fioritura avviene in primavera, come nella maggior parte delle piante, e i frutti arrivano poco dopo.
In particolare, è possibile distinguere tra i mirtilli neri e quelli rossi: i primi sono i più diffusi alle nostre latitudini, mentre i secondi sono una variante nord americana dai frutti molto più grandi della norma. Entrambe le varietà si possono coltivare in vaso, considerando che ci vuole qualche anno perché la produzione si riveli ottimale.
Come coltivare il mirtillo fuori suolo
Per procedere correttamente alla coltivazione dei piccoli frutti è importante optare per i contenitori giusti, realizzati dalle migliori realtà del settore florovivaistico.
A questo proposito, pianta mirtillo in vaso affidandoti alle proposte di Pasquini & Bini, azienda specializzata che mette a disposizione soluzioni in grado di mantenere costante il clima interno, così da evitare eccessi di umidità o secchezza estrema.
La scelta del terriccio sarà altrettanto fondamentale: la torba acida, chiamata comunemente anche torba di sfagno, è ad esempio costituita dalla decomposizione dello Sphagnum, ovvero il classico muschio. La torba più chiara è caratterizzata da un tasso maggiore di materiali organici, quindi si presta in maniera eccellente al nutrimento della pianta.
In alternativa, un ottimo terriccio è anche quello derivante dalla fibra di cocco, che consente di avere un buon drenaggio e un pH sempre stabile, mantenendo così inalterata l’acidità di base. Deriva per l’appunto dalla lavorazione e macerazione delle parti più esterne del cocco.
Molto utilizzata anche per i mirtilli è la perlite, che ha origini vulcaniche e assorbe l’acqua in quantità consistenti, idratando così le radici in maniera continuativa e naturale. Inoltre, le protegge anche dal punto di vista termico, mantenendo la temperatura costante nel tempo. Il pH, in questo caso, si presenta neutro.
Infine, è possibile ricorrere anche al tipico terriccio universale: si tratta di un mix ben dosato di torba, sabbia, fogliame e letame.
La coltivazione idroponica per il mirtillo
L’idroponica è una delle coltivazioni fuori suolo più gettonate per il mirtillo. Si tratta di una tecnica che, per offrire risultati ottimali, necessita esclusivamente dei giusti quantitativi d’acqua e dei contenitori adatti.
A differenza di altre tipologie di coltivazione fuori suolo, infatti, le sostanze nutritive vengono trasmette alla pianta direttamente attraverso l’irrigazione. Allo stesso modo, il mirtillo coltivato con l’idroponica non ha bisogno di diserbanti o altri prodotti chimici potenzialmente nocivi per l’ambiente.
Per quanto riguarda i contenitori, invece, vengono utilizzati i cosiddetti vasi idroponici, che si contraddistinguono per delle scanalature interne e la presenza di banchine di sostegno sul fondo per il deflusso corretto dell’acqua in eccesso. Allo stesso modo, presentano delle introflessioni interne che impediscono alle radici di spiralizzarsi – una condizione che provocherebbe il soffocamento della pianta.
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