CASTELLARANO (Reggio Emilia) – Un uomo di 30 anni del paese è stato denunciato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia aggravati. Secondo quanto ricostruito dai militari avrebbe reso la vita della compagna un incubo fatto di umiliazioni quotidiane, gelosia, ingiurie, minacce con armi, molestie fisiche e violenze psicologiche prolungate, spesso anche alla presenza del figlio in tenerissima età. Tutto ciò sarebbe durato un anno, finché la donna, anche lei 30enne, non si è rivolta ai carabinieri e con una sofferta deposizione ha denunciato le violenze subite.
La ricostruzione effettuata durante le indagini e recepita nell’ordinanza cautelare del giudice restituisce il quadro presuntivamente drammatico di una convivenza trasformata in una vera e propria prigione psicologica e fisica. L’inizio delle vessazioni risalirebbe ai primi mesi del 2025: quando la donna avrebbe deciso di interrompere la loro relazione. Insulti, minacce di morte con un coltello e un controllo ossessivo. Poi telefonate e video-chiamate continue, anche durante l’orario di lavoro, minacciando di incendiare le autovetture dei colleghi o di adoperarsi per farla licenziare. A ciò si aggiungevano continui e insistenti approcci fisici non desiderati durante le ore notturne. E poi la violenza fisica: schiaffi al volto e mani alla gola. In presenza del figlio di 3 anni avrebbe offeso la donna obbligando il piccolo a ripetere le offese.
La situazione è definitivamente precipitata nei primi giorni del mese di settembre, quando, di fronte alla ferma volontà della giovane di formalizzare la separazione, l’indagato l’ha minacciata dicendo che non le avrebbe mai lasciato il bambino e promettendo che avrebbe trovato il modo di ucciderla. A seguito delle denunce della vittima e delle testimonianze di amici e colleghi che avevano assistito allo stato di profonda ansia e ai segni fisici patiti dalla donna, l’attività investigativa coordinata dalla Procura di Reggio ha permesso di raccogliere gravi indizi di presunta colpevolezza per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravati, portando alla denuncia e all’immediata emissione dell’ordinanza cautelare. Oltre all’allontanamento d’urgenza dall’abitazione familiare con divieto di rientro, all’uomo è stato fatto divieto di comunicare con ogni mezzo e di avvicinarsi a meno di 1.500 metri dalla donna, dal figlio minore, dalla madre della vittima e dai luoghi che loro frequentano abitualmente, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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