PAVULLO NEL FRIGNANO (Modena) – Un portiere di 27 anni, Nicola Tonarini, di una squadra di calcio di seconda categoria (girone E), la Fonda Pavullese, è stato squalificato per quattro anni e mezzo dal giudice sportivo per aver minacciato, colpito con un pugno al volto e inseguito l’arbitro che poco prima lo aveva espulso per fallo da ultimo uomo. Il direttore di gara in quella occasione, avvenuta nel corso della partita disputata domenica scorsa proprio a Pavullo, aveva anche indicato il dischetto, un calcio di rigore a favore della squadra ospite, il Rubiera Calcio, formazione della provincia di Reggio. La squalifica terrà l’estremo difensore lontano dal campo fino all’agosto del 2028.
Le espressioni minacciose sarebbero andate avanti una volta fuori dall’impianto sportivo. Il direttore di gara, come da referto del pronto soccorso, ha riportato una prognosi di tre giorni. La gara, sospesa, è stata vinta a tavolino per 3-0 dalla formazione ospite.
Il commento del presidente del Comitato regionale della Figc Simone Alberici all’indomani dei fatti
Appresa con sconcerto e indignazione la notizia dei gravissimi fatti verificatisi durante lo scorso weekend nei campionati giovanili e dilettantistici del territorio di Modena, e più specificatamente dopo la gara Castelnuovo – Fox Junior Serramazzoni (Juniores Provinciale Modena), prima della partita San Felice – Modenese Calcio (Allievi Provinciali Modena) e durante il match tra Fonda Pavullese e Rubiera Calcio (Seconda Categoria, Girone E), il Comitato Regionale Emilia Romagna FIGC LND e la Delegazione Provinciale di Modena FIGC LND intendono stigmatizzare con forza i comportamenti violenti posti in essere.
Le aggressioni perpetrate ai danni di tesserati, la violenza manifestata, il clima da Far West e da giustizia privata assolutamente incompatibili con qualsiasi forma di convivenza civile e sociale, nulla hanno a che vedere con il gioco del calcio e con i valori che esso veicola.
Allo stesso modo si condanna il grave episodio di aggressione nei confronti di un giovane arbitro, ingiuriato, minacciato di morte e colpito alla mandibola (con tre giorni di prognosi) per avere semplicemente svolto con attenzione e rispetto il proprio compito.
Auspicando che la giustizia sportiva e quella ordinaria, una volta accertati i fatti, si pronuncino in modo esemplare rispetto a episodi ai quali non vogliamo più assistere, riteniamo che sia più urgente che mai un’azione congiunta di tutte le componenti del movimento calcistico, affinché si possa procedere ad una più pregnante ed efficace educazione e ad una formazione alla cultura sportiva a partire dai settori giovanili.
Il rispetto delle regole e del prossimo sono condizioni imprescindibili per far parte del mondo del calcio.












