REGGIO EMILIA – In duecento tra delegate e delegati sindacali metalmeccanici si sono riuniti al centro sociale Pigal per lanciare il rinnovo di 80 contratti aziendali nella nostra provincia che coinvolgono 20mila addetti. Le linee guida condivise dalle segreterie di Cgil, Cisl e Uil definiscono tre priorità: riduzione della settimana lavorativa, aumenti salariali, definizione di percorsi di stabilizzazione per le lavoratrici e i lavoratori precari.
Il documento affronta poi temi dell’inquadramento professionale, della sicurezza, della formazione, della malattia, della conciliazione tempi di vita e lavoro, del contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro, oltre che una proposta originale di Fondo di solidarietà interno in caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, part time, fondi pensione e inclusione culturale.
Matteo Gaddi, del Centro Studi Fiom, ha presentato un’analisi dei bilanci delle 80 imprese coinvolte, nella quale emerge che l’anno 2024, così come il 2025, sono stati anni di ‘frenata’ dopo il boom del 2022 e soprattutto del 2023. “Se si guarda un periodo più lungo, tra 2015 e 2024 – le sue parole – il valore aggiunto nelle imprese è cresciuto del 47,92%, ma si è ridotta di 4 punti percentuale la quota di ricchezza che va ai lavoratori, mentre è aumentata di 4 punti la quota che invece è andata all’Ebitda, cioè alla marginalità di impresa”.
L’analisi dei bilanci di impresa rivela che nell’anno 2024 oltre l’80% delle imprese coinvolte ha fatto utili; il 93% ha un Ebitda positivo e, tra questa, quasi il 60% ha un Ebitda superiore all’8%, valore che per la Banca d’Italia è preso come riferimento per classificare le aziende industriali che hanno un ottimo conto economico.
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