REGGIO EMILIA – Nei fischi del pubblico a fine gara c’è la frustrazione di un popolo, quello granata, che è sempre stato preso a esempio positivo per passione e attaccamento alla maglia. Sentimenti che i giocatori scesi in campo martedì sera non hanno convertito in energia e determinazione per ovviare al gap fisico e tecnico che separa, oggettivamente, Reggiana e Sudtirol. E il gesto di mister Rubinacci, a fine gara, di andare sotto alla curva a chiedere scusa risponde esattamente a questo: un amore e una spinta che dagli spalti non è stata trasformata in “garra” in campo.
Reggiana travolta, Rubinacci chiede scusa e cerca di rimettere insieme i cocci. VIDEO
Fino al Sudtirol, a Rubinacci si poteva eccepire poco dal punto di vista della cinicità e della ritrovata attenzione difensiva. Il match del Città del Tricolore ha invece messo in evidenza la fragilità mentale e fisica di questo organico che, già ridotto all’osso, dopo essere passato in svantaggio a fine primo tempo si è letteralmente sciolto come neve al sole.
Alla squadra i tifosi, che dopo il 3-0 firmato Casiraghi hanno intonato il coro “meritiamo di più”, imputano la mancanza di coraggio oltre che di un canovaccio tattico. In effetti, nella prova di ieri non c’è nulla cui aggrapparsi per sperare nella salvezza. La società interpreta quanto accaduto ieri come un incidente di percorso, avendo totale fiducia nell’operato del tecnico. Urge, questo è evidente, una decisa inversione di tendenza e di mentalità, soprattutto nei match casalinghi, perché, nel frattempo, le altre vincono – vedi l’Entella contro il Modena – e la classifica nella zona calda si fa sempre più affollata.
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