REGGIO EMILIA – È stato ritrovato nelle campagne di Bagnolo in Piano il furgone utilizzato per il colpo messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì alla Manifattura San Maurizio di via Calvino, a Reggio, azienda legata al gruppo Max Mara. Il mezzo, risultato rubato, è stato abbandonato in una zona periferica dopo essere stato impiegato come vero e proprio ariete: prima per sfondare il cancello esterno, poi per aprirsi un varco nel portone dello stabilimento e infine per caricare i capi di abbigliamento.
Il ritrovamento rappresenta un tassello importante per le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, che sta passando al setaccio le immagini delle telecamere interne e quelle stradali per ricostruire il percorso della banda. Secondo le prime ricostruzioni, dopo aver abbandonato il furgone, i malviventi avrebbero trasferito la refurtiva su un secondo camion, riuscendo così a far perdere definitivamente le proprie tracce.
Il blitz è durato pochi minuti e, per modalità e rapidità, appare opera di professionisti. I capi sottratti tra cui centinaia di cappotti iconici del brand reggiano, erano già pronti per la spedizione del giorno successivo. Per questo, gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi di una soffiata interna, che avrebbe permesso ai ladri di agire con tempistiche così precise. Per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine, la banda aveva inoltre posizionato tre auto rubate di traverso in via Zanti, bloccando la strada e creando un ostacolo artificiale alla viabilità.
L’inventario dei capi sottratti è ancora in corso e la denuncia formale non è stata ancora presentata. La stima del danno, tuttavia, è stata rivista al rialzo: il valore della merce rubata si aggirerebbe attorno ai 600 mila euro, per un totale di circa 300 capi mancanti.
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