CORREGGIO (Reggio Emilia) – Nel buio del Mediterraneo centrale, tra onde e fari nella notte, si apre una scena che non è solo mare ma frontiera della coscienza europea. È qui che nasce “A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale”, lo spettacolo di Emilia-Romagna Teatro ERT e Kepler-452, che martedì 2 dicembre alle 20.30, arriva al Teatro Asioli di Correggio.
Una compagnia teatrale si imbarca su una nave di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, spinta dal bisogno di capire che cosa accade a pochi chilometri dalle nostre coste, lungo la rotta migratoria più letale al mondo. A bordo della Sea-Watch 5, dopo un periodo di residenza a Lampedusa, gli artisti seguono per quasi cinque settimane le operazioni SAR: 156 persone vengono tratte in salvo e sbarcate nel “place of safety”, il porto di La Spezia.
Da quell’esperienza nasce uno spettacolo realizzato in collaborazione con Sea-Watch ed EMERGENCY, costruito sulle voci di chi il soccorso in mare lo vive in prima persona. Accanto a Nicola Borghesi salgono in scena alcuni operatori di Life Support – la nave di Emergency e Sea-Watch – come l’ufficiale tecnico di Marina Militare Flavio Catalano, il fisico portoghese Miguel Duarte, la giurista e portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi, l’infermiera specializzata in medicina della migrazione Floriana Pati e il texano José Ricardo Peña, elettricista di bordo diventato volontario.
Le testimonianze raccolte negli ultimi dieci anni di ricerca e soccorso diventano tappe di una missione: le paure prima di partire, le motivazioni che spingono a dedicare una parte della propria vita al mare, l’attesa dell’allarme, il momento del salvataggio, il viaggio di ritorno verso il porto sicuro.
Su tutto, una domanda accompagna gli autori: come si deve raccontare questa storia? “A place of safety” è quindi il racconto di un incontro, ma anche una riflessione intima su ciò che l’Europa vorrebbe essere, su ciò che non è ancora e su ciò che potrebbe diventare se prendesse sul serio l’idea di un luogo davvero sicuro: non solo un approdo, ma uno spazio in cui i diritti fondamentali e i bisogni essenziali – cibo, cure, protezione – siano garantiti a tutti, senza distinzioni.













