REGGIO EMILIA – Istituzioni, professionisti, pazienti e società civile. Tutti insieme per rispondere all’esigenze di una sanità che, a fronte di risorse limitate, è chiamato a innovarsi e a evitare di ridurre il livello delle prestazioni, soprattutto in campo oncologico. E’ stato declinato in questo modo il senso della Giornata mondiale contro il cancro all’appuntamento che si è tenuto all’auditorium del Core a Reggio. Negli ultimi cinque anni il numero delle nuove diagnosi di tumore è stabile nella nostra provincia, sono circa 4200 ogni anno. “E’ cambiato il modo di curare i pazienti – dice Carmine Pinto, coordinatore della Rete e direttore della Struttura di Oncologia del Santa Maria Nuova -, sta migliorando la soppravvivenza, abbiamo patologie come il cancro della mammella, la prostata, il colon retto dove i risultati sono realmente importanti. Stiamo maturando in patologie come il tumore del polmone, per la sopravvivenza a cinque anni non sono ancora dei migliori ma sicuramente meglio degli anni precedenti.”
Trattamenti personalizzati il più possibile, utilizzo di nuovi farmaci, pazienti presi in carico in modo trasversale dal punto di vista delle discipline. Sono le strade percorse che hanno consentito in questi anni alla sanità reggiana di primeggiare quanto a risultati. Significativi quelli inerenti la prevenzione cosiddetta secondaria, affidata agli screening anti-tumore, come ricordato dal direttore generale dell’Ausl di Reggio Davide Fornaciari.
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