REGGIO EMILIA – Il corpo e la mente che cambiano in modo spedito. E’ caratterizzata da un picco della crescita l’età cosiddetta preadolescenziale. A questa condizione di fragilità, si aggiungono le pressioni sociali cui devono far fronte i giovanissimi, in un contesto che comprende oggi anche la fruizione di internet, ovvero di un ulteriore ambiente che contribuisce alla costruzione di una propria identità.
Per prevenire il disagio nella fascia di popolazione tra gli 11 e i 14 anni la Fondazione Manodori ha promosso un apposito bando.
“Accanto all’attenzione ai soliti quattro settori della Fondazione – scuola, volontariato, sanità, arte e cultura – cerchiamo di interpretare e capire le maggiori criticità, le maggiori attenzioni che si devono porre al territorio per poi intervenire insieme alle istituzioni e al territorio stesso”, le parole del presidente Leonello Guidetti.
Circa cinquanta, tra scuole, parrocchie, associazioni, enti pubblici e realtà del terzo settore, i soggetti coinvolti in 11 progetti finanziati con complessivi 250mila euro. Le attività avranno luogo in tutta la provincia. Due delle idee premiate si svolgeranno nel quartiere della stazione storica.
Si tratterà di opportunità che vanno al di là dei semplici doposcuola, pensate per favorire la socialità, l’espressività ed anche l’orientamento nelle scelte di studio e di vita.
Nel reggiano, alle superiori, è del 2,5% la quota di abbandono scolastico. Alle media , come un campanello d’allarme suona il dato dell’aumento degli studenti con disturbi del linguaggio, dell’apprendimento oppure dello spettro autistico.
“Le certificazioni sulla disabilità sono molto aumentate. Sulla psichiatria poi ci sono aumenti anche qui forti, sull’tenza dei minori, di parla di un più 23% in questi ultimi cinque anni per quanto riguarda la fascia 11-14″, sottolinea Gino Mazzoli, psicosociologo dell’Università Cattolica di Milano.
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