REGGIO EMILIA – “Vogliamo ringraziare a nome della comunità queste persone che si sono prodigate per affrontare un grave evento atmosferico”. Così Marco Massari.
Una giornata per loro: niente in confronto a una vita lavorativa spesa per gli altri. Il sindaco di Reggio, l’assessore alla protezione civile e il prefetto hanno accolto prima in piazza Prampolini e poi in Sala del Tricolore decine di operatori e volontari di vigili del fuoco, protezione civile, polizia locale, Croce Rossa, Avis, Associazione nazionale alpini, Associazione città del Tricolore, Associazione nazionale Polizia di Stato. Coloro i quali cioè, assieme ai dirigenti e ai tecnici comunali, hanno lavorato incessantemente il 15 luglio, giorno del nubifragio, e fino a due giorni fa, quando sono stati eseguiti gli ultimi interventi in coda e i vigili del fuoco arrivati in aiuto da altre province sono tornati alle rispettive regioni. C’era anche la neocomandante Maria Elena Cilli, che a giorni si presenterà alla stampa, arrivata a Reggio appena 20 giorni prima di questa emergenza.
“Oggi è una giornata per ricordarsi di loro a emergenza conclusa”, sottolinea Carlotta Bonvicini, assessora con delega alla Protezione civile.

Un modo anche per riflettere sulle condizioni di carenza cronica di persone e mezzi in cui i soccorritori si trovano ad operare e ad affrontare le emergenze, che da tempo non sono più casi isolati. “Bsogna lavorare sulla prevenzione, ci saranno ancora tanti di questi eventi”, aggiunge Massari.
Nei giorni scorsi il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale aveva detto come fosse insensato negare i cambiamenti climatici, elencando le azioni necessarie: permeabilità dei suoli, le vasche urbane e il modello delle ‘città spugna’. E’ proprio alla Regione che il sindaco Massari torna a rivolgersi, dopo una prima stima dei danni ai soli luoghi pubblici di 5 milioni di euro. “I danni sono ingenti. Speriamo che arrivino risarcimenti dalla Regione”, chiosa il primo cittadino.












