REGGIO EMILIA – Nei locali del seminario di viale Timavo, in città, questa mattina si è tenuto un incontro rivolto agli studenti di scuole superiori reggiane per parlare di lotta al bullismo. Ospite d’eccezione Teresa Manes, madre di un ragazzino che nel 2012 si suicidò perché vittima di derisioni e intimidazioni da parte di compagni di scuola.
“Dedico la vita che mi resta a insegnare la gentilezza, perché le parole possono ferire, ma anche guarire il mondo”. E’ la frase che ama ripetere quando gira l’Italia per portare la propria testimonianza. Teresa Manes è la madre di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che nel 2012 nella sua casa di Roma si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo. Una storia portata alla ribalta dal film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.
A 14 anni da quella tragedia, la donna continua a trasformare il dolore in impegno, attraverso un viaggio per educare alla sensibilità contro bullismo e cyberbullismo: “Credo molto nella prevenzione, é importante parlare di questi temi che coinvolgono non solo i ragazzi, ma anche le loro famiglie e la scuola”, spiega a Tg Reggio.

I protagonisti del convegno
L’incontro rivolto agli studenti e aperto al pubblico ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Domizia Mazzola, commissario capo del centro operativo della polizia di Stato per la sicurezza cybernetica dell’Emilia Romagna. Un appuntamento promosso dal Lions Club Reggio Emilia: “Per noi, queste tematiche sono prioritarie”, le parole del presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore. “I ragazzi devono avere fiducia nelle forze dell’ordine e rivolgersi a loro per segnalare problemi di questo tipo”, aggiunge il vicepresidente Stefano Ferri.
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