REGGIO EMILIA – Le voci delle studentesse e degli studenti hanno dato corpo al lungo elenco di vite spezzate, pronunciate in piazza Prampolini, accompagnate dalle note dell’orchestra dell’Istituto Zannoni di Montecchio.
Un momento semplice ma potente, promosso dal Coordinamento provinciale di Libera e Avviso Pubblico insieme alla Provincia e al Comune, per anticipare la XXXI Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle 1117 vittime innocenti delle mafie che si svolgerà il 21 marzo a Torino
Tra le testimonianze, la sorella di una delle vittime ha ricordato che denunciare è il primo passo per spezzare il silenzio e ribellarsi alle logiche mafiose, poi le riflessioni delle istituzioni e il significato di questa giornata: “Non solo i ragazzi, tutti dobbiamo sempre denunciare. L’omertà non ci deve essere, l’omertà uccide“, così Anna Castaldi, sorella di una vittima di mafia.
Le mafie al nord, la ‘Ndrangheta in Emilia e i silenzi in classe. VIDEO
“Oggi non si celebra solamente un ricordo, ma si celebra un impegno ed è importantissimo che i giovani siano coinvolti, sono loro i protagonisti di un futuro libero dalle mafie”, le parole del sindaco di Reggio Marco Massari.
All’iniziativa anche Giorgio Zanni, presidente della Provincia: “Si tratta di una testimonianza che non deve essere rituale, arriva la primavera, si aprono le finestre si pensa a quello che possono essere le libertà, quelle vecchie e quelle nuove. Si ricorda ma si attualizza e anche farlo in tanto è sempre la maniera migliore”.
“Ricordiamo i nomi di persone che hanno dato la vita per permettere ai ragazzi di oggi di avere un po’ più di libertà”, chiosa ai microfoni di Buongiorno Reggio Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e referente provinciale dell’Anci.














