REGGIO EMILIA – Il contenzioso legale che oppone da una parte Realco e dall’altra ‘Manzini & Co. dal 1938‘, società di Donatella Prampolini e del marito, ha contribuito a causare l’attuale crisi della cooperativa. A sostenerlo è il presidente di Realco Andrea Artoni, in una lunga nota inviata alla redazione. Nella lettera, Artoni fornisce la sua versione sullo strappo con l’ex presidente Donatella Prampolini e contesta alcuni passaggi della ricostruzione contenuta nei servizi dedicati da TG Reggio alla vicenda. Al centro del contenzioso, sostiene Artoni, c’è “anche il mancato pagamento, da parte di Manzini & Co., di merci acquistate presso la cooperativa per diversi milioni di euro“.
Non è vero, scrive l’attuale presidente di Realco, che all’assemblea dei soci del 29 giugno 2023 la Prampolini fece un’analisi allarmante della situazione della cooperativa. Non è vero che in quell’occasione propose un’alleanza con Pam e non è vero neppure, sostiene Artoni, che Donatella Prampolini elaborò un piano industriale per rilanciare Realco. Le stesse dimissioni da presidente all’inizio del 2024, dice Artoni, non furono dovute a una diversa visione sul futuro della cooperativa: “La ragione delle dimissioni – spiega – trae origine dalle scelte imprenditoriali di Manzini & Co., nonché dagli inadempimenti e dalle contrapposizioni di detta società nei confronti della cooperativa”.
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Egregio Direttore,
REALCO Societa Cooperativa, corrente in Reggio Emilia, Via Pertini n. 15, in persona del suo Presidente sig. Andrea Artoni, ha letto con disappunto la serie di articoli a firma di Gabriele Franzini e, in particolare, quelli pubblicati in data 2, 6 e 8 marzo 2026 sul vostro sito https://www.reggionline.com, riguardanti la crisi di Realco. Detti articoli, infatti, riportano una ricostruzione dei fatti non corretta e dalla quale consegue un quadro non corrispondente alla realtà. Quanto detto, anche in ragione del fatto che molte delle inesattezze riportate sono state oggetto di procedimenti giudiziali tutt’ora pendenti avanti ai competenti Tribunali.
Si evidenziano, di seguito, le principali circostanze da voi riportate ma non corrispondenti al vero.
Nella puntata (servizio, ndr) del 2.3.26, è stato affermato che nel corso dell’assemblea dei soci di Realco del 29.6.23, “la presidente uscente Prampolini si ricandida sulla base di un’analisi allarmante della situazione della cooperativa. La sintesi di questa analisi è che Realco non poteva farcela da sola. Secondo la Prampolini, era necessario ridurre il personale amministrativo e semplificare la struttura logistica, articolata all’epoca su tre magazzini. Ed era indispensabile stringere un accordo con un gruppo della grande distribuzione, che la presidente individuava in Pam.”.
In realtà, come si evince dal verbale dell’assemblea dei soci di Realco del 29.6.23, contrariamente a quanto da voi affermato, durante l’anzidetta assemblea non risulta che la Presidente Prampolini abbia effettuato alcuna analisi (tantomeno allarmante) della situazione della Cooperativa, né che abbia tratto da ciò alcuna conseguenza e/o che abbia proposto un “piano” o soluzioni, sia interne alla Cooperativa che di sistema.
Nella successiva puntata del 6.3.26 è stato fatto cenno a un non meglio precisato “piano industriale” che sarebbe stato elaborato dalla Presidente Donatella Prampolini, il quale avrebbe previsto “interventi immediati per mettere sotto controllo i costi, invertire la tendenza al calo delle vendite e avviare un’alleanza con un gruppo della grande distribuzione”. Come detto, però, di detto piano non vi è alcuna evidenza, né risulta una sua illustrazione ai soci della Cooperativa durante la sopraccitata assemblea del 29.6.23.
Sempre nella puntata del 6.3.26 è stato esposto che la decisione di Donatella Prampolini di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Realco fosse dovuta a una differente visione circa il futuro della Cooperativa e le relative scelte imprenditoriali. In realtà, pur non potendo nella presente sede approfondire l’argomento — peraltro oggetto di contenziosi avanti ai competenti Tribunali — la ragione delle dimissioni trae origine dalle scelte imprenditoriali di Manzini & CO. dal 1938 S.R.L., società di cui Donatella Prampolini era ed è vice-presidente del Consiglio di Amministrazione, nonché dagli inadempimenti e dalle contrapposizioni di detta società nei confronti della Cooperativa.
Ancora nella puntata del 6.3.26 l’autore, dopo aver dato atto delle dimissioni di Donatella Prampolini, ha affermato che la stessa “comunicava alla cooperativa il passaggio della gestione di due suoi punti vendita a Casalgrande e Gossolengo […] ad un’altra società della famiglia, MPT, in vista dell’affiliazione a Pam”, concludendo con la domanda “Con il senno di poi, chi ha avuto ragione?”, lasciando intendere che la scelta di Donatella Prampolini fosse corretta. In realtà, si evidenzia che anche Manzini & CO. dal 1938 S.R.L., dopo l’uscita da Realco, ha dovuto accedere alla procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa, poi abbandonata, e successivamente presentare domanda di concordato preventivo.
Da ultimo, nella puntata dell’8.3.26 è stato affermato che vi sarebbe “un contenzioso tra la cooperativa e l’ex presidente Donatella Prampolini […]”. In realtà, il contenzioso vede coinvolte da una parte Realco e, dall’altra, Manzini & CO. dal 1938 S.R.L. […] e ha tra le proprie cause anche il mancato pagamento, da parte di quest’ultima, di merci acquistate presso la Cooperativa per diversi milioni di euro, situazione che, giocoforza, ha indubbiamente contribuito a causare l’attuale crisi di Realco.






