REGGIO EMILIA – Ore 17,40 di un pomeriggio come tanti. Due amici quindicenni reggiani salgono sull’autobus della linea 14. Uno dei due è al cellulare e mentre sale dice una frase stizzita rivolta al suo interlocutore telefonico. L’autista crede invece sia rivolta a lui e chiede spiegazioni ai ragazzi i quali chiariscono che lui, il conducente non c’entra nulla. Secondo la versione dei giovani, il tranviere pare comunque molto alterato e dice agli adolescenti di stare zitti e andarsene a sedere. I due passeggeri scendono alla fermata di san Bartolomeo. Mezz’ora dopo riprendono il bus per rientrare a Biasola e ritrovano lo stesso autista. Giunti alla fermata d’arrivo, mentre già stavano per scendere, uno dei due chiede nuovamente al conducente le motivazioni della reazione puntuta avuta 30 minuti prima. E’ a quel punto, secondo quanto sostiene la famiglia del ragazzo, che l’autista di Seta scatta in piedi sbattendo la porta della sua postazione di guida con violenza al punto da impedire il passaggio ai due giovani che non riescono più a lasciare il bus. Sempre secondo l’accusa, il conducente avrebbe preso uno dei due giovani per il bavero della giacca e lo avrebbe colpito con un pugno mentre il giovane sosteneva di non aver fatto nulla. Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi di una passeggera che viaggiava sull’autobus e che suggeriva fosse meglio chiamare la polizia. A quel punto l’autista sarebbe tornato alla sua postazione aprendo le porte del mezzo e consentendo al ragazzo di scendere. Il giovane è poi stato sottoposto a visite mediche. Ora le parti si vedranno in tribunale e sarà un giudice a stabilire la veridicità dei fatti.
Seta, da noi interpellata, fa sapere che la versione dei fatti fornita dal proprio dipendente è del tutto diversa da quella fornita dalla parte avversa. Il conducente pertanto non è stato sospeso dal servizio ed opera regolarmente alla guida degli autobus. Inoltre Seta precisa che, essendo la querela stata depositata diverse settimane dopo i fatti, non è più possibile neppure rivedere le immagini della sorveglianza interna del bus che per legge vengono custodite per 7 giorni soltanto.
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