REGGIO EMILIA – La sanità reggiana, da mesi impegnata nella lotta al Covid, può almeno, per un attimo, gioire degli importanti riconoscimenti all’attività medica e di ricerca che riguardano la sua storia e che premiano l’impegno e la dedizione di tutto il perdonale sanitario.
Il 2021 si annuncia un anno di importati traguardi: l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Reggio, nato nel 2011 e incorporato nell’Ausl, oggi è Comprehensive Cancer Centre, ovvero il più alto livello di certificazione dall’Organizzazione dei Centri Oncologici Europei. “In un anno che, come quello passato, è stato complicato dall’epidemia Covid apprezziamo ancora di più queste soddisfazioni del tutto meritate, frutto di anni di impegno, competenza, costanza e fiducia nelle nostre possibilità – il commento di Cristina Marchesi, direttore generale di Ausl – A settembre celebreremo con un appuntamento pubblico questi traguardi, per farne conoscere l’importanza”.
L’ospedale Santa Maria Nuova è stato inserito nella classifica dei 100 migliori nosocomi al mondo redatta da Newsweek, tra i primi 6 in Italia e al secondo posto in regione dopo il Sant’Orsola di Bologna. Ora, si guarda al futuro con grandi progetti soprattutto nell’ambito della ricerca e sulla “buona” ricerca intesa come attività che accresce in modo significativo le conoscenze.
Sono 163, a oggi, i ricercatori, tutti under 40, e molte candidature arrivano a Reggio Emilia da ogni parte d’Italia. Progetti di ricerca a carattere europeo, è targato Reggio il primo studio randomizzato svolto in ambito nazionale sul Coronavirus ed è in corso un altro studio che coinvolge 12 centri italiani coordinati dall’ Irccs reggiano che indaga la risposta immunitaria al contagio in pazienti fragili.
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